“È trascorso un quarto di secolo dall’orrendo attacco jihadista che, volendo colpire i cuori pulsanti dell’America a New York e a Washington, intendeva stravolgere e minare la fiducia dell’intero Occidente in sé stesso, nella propria identità, nelle sue nazioni libere e democratiche, nella propria sicurezza e difesa. Dall’attacco di Al Qaeda, l’America e l’Europa hanno prontamente risposto, insieme a molti Stati amici e organizzazioni internazionali, in primis l’Alleanza Atlantica e le Nazioni Unite. La Nato attivò per la prima volta nella sua storia l’articolo 5 di mutua difesa, e l’Onu con una risoluzione autorizzò tutto il necessario impiego della forza. Quell’ondata pericolosissima di terrorismo islamista si è spenta, ma altre ne sono seguite — e continuano anche oggi, in diverse forme — a colpire. L’11 settembre 2001 deve perciò rappresentare un pesante monito e un esempio. Un pesante monito perché, se Al Qaeda e lo Stato Islamico (Daesh) si sono fortemente ridimensionati, anche se non scomparsi, resta il criminale uso della forza e l’aggressione contro Nazioni pacifiche e desiderose soltanto di garantire libertà e democrazia ai loro popoli. Penso all’Ucraina, vittima di un terrorismo di Stato russo che vuole annientarne la stessa identità, o ancora, alle Nazioni vittime del terrorismo di Stato dell’Iran fondamentalista, che colpisce in tutto il Medio Oriente, in Europa e altrove con un’odiosa strategia razzista e antisemita. L’esempio dell’11 settembre 2001 risiede invece nella determinazione politica, culturale, economica e militare dell’Occidente, dell’Europa e dell’America nel difendere e affermare la propria identità e la propria sicurezza, nella condivisione profonda delle perdite umane, degli affetti e delle tragedie subite da quanti hanno sofferto e continuano a essere colpiti da tale efferata violenza”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue a Palazzo Madama.



























