“La casa è un diritto fondamentale e garantire a famiglie e giovani la possibilità di trovare un’abitazione a prezzi sostenibili deve essere una priorità anche dell’Unione europea. Ma proprio per questo non possiamo accettare che, ancora una volta, la risposta di Bruxelles rischi di tradursi in nuovi vincoli sulle attività economiche e sulla proprietà privata senza affrontare alla radice il problema: la carenza di abitazioni. Con l’Affordable Housing Act, invece, la Commissione europea ha presentato un quadro comune che consentirebbe alle autorità nazionali e locali di introdurre, nelle aree individuate come sottoposte a pressione abitativa, misure anche restrittive nei confronti degli affitti brevi. Così si rischia di trasformare il proprietario di un appartamento, che sceglie legittimamente di metterlo a reddito attraverso una locazione breve, nel capro espiatorio della crisi abitativa. E non possiamo dimenticare che, soprattutto in un Paese come l’Italia, l’economia turistica vive anche grazie a una rete capillare di piccole proprietà e di operatori che nulla hanno a che vedere con grandi interessi immobiliari. Se mancano case, non è vietando o comprimendo una singola forma di locazione che si risolve il problema. L’Italia non ha bisogno di una nuova stagione di burocratizzazione della proprietà privata. Ha bisogno di una politica della casa seria, pragmatica e rispettosa delle specificità dei territori. Difendere il diritto alla casa significa anche difendere il diritto alla proprietà, all’iniziativa economica e al lavoro. Trovare il punto di equilibrio tra queste esigenze è compito della buona politica, non dell’arroganza”.
Lo scrive in una nota la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, membro della Commissione Politiche per l’Unione Europea.




























