Un uomo di origini straniere a Roma ha aggredito due agenti di Polizia. Per questo è stato arrestato ma, dopo poche ore, rilasciato. Questa, in breve, è la storia che ha fatto indignare un po’ tutti, anche la premier Giorgia Meloni in prima persona, che è intervenuta con un post sui social in cui ha mostrato le immagini dell’aggressione, spiegando: “Queste immagini mostrano due agenti aggrediti e feriti mentre stanno facendo il proprio dovere, durante l’arresto di un individuo. L’uomo, accusato di aggressione, resistenza, oltraggio e lesioni, viene portato davanti al giudice: l’arresto viene convalidato, ma lui torna comunque libero poche ore dopo”.
Una scena che si ripete: non è affatto il primo caso simile in cui un immigrato viene bloccato, arrestato, molto spesso per oltraggio a pubblico ufficiale, ma poi liberato facendo tornare tutto alla normalità. Tutto, ovviamente, tranne le condizioni degli agenti aggrediti, per i quali è richiesto ancora qualche giorno. In particolare, i due agenti aggrediti dal 29enne, nelle scorse ore in via Cavour a Roma, hanno ricevuto 7 giorni di prognosi. Loro che rappresentano lo Stato e che lo difendono in prima persona, devono vedersi così bersagliati e neppure tutelati dalla giustizia, che invece sceglie di scarcerare tanto facilmente chi li ha aggrediti. “Episodi, sempre più numerosi, di decisioni che vanificano il lavoro di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria incolumità”, ha commentato infatti la premier.
E non è – come detto – il primo caso. E non sarà con molta probabilità neppure l’ultima. Soltanto pochi giorni fa è scoppiato il caso di Ocikur Ramahan, 42enne originario del Bangladesh, arrestato a Torino con l’accusa di aver molestato una tredicenne all’interno del minimarket dove lavorava. Le immagini delle telecamere avrebbero documentato l’aggressione e, pochi minuti prima, anche un episodio analogo ai danni di un’altra donna. Il tutto, con tanto di ammissioni del bengalese che si è anche detto dispiaciuto. Cosa che, a quanto pare, è bastata per essere liberato, perché dopo appena due notti in carcere è stato scarcerato e sottoposto al solo obbligo di firma, nonostante la Procura avesse chiesto una misura più severa. L’accusa, per ora, ha annunciato ricorso contro la scarcerazione. Una vicenda che ha provocato l’indignazione della stessa premier: “Difficile andare avanti con sentenze così”, ha detto. E allora stesso modo ha ribadito, adesso, l’impegno di voler continuare a lavorare per difendere lo Stato e la sua sicurezza da chi tenta ogni giorni di metterla a repentaglio: “Il Governo – ha scritto sui social Meloni – continuerà a rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine”.
Resta, però, l’amaro in bocca che vanificano, chissà quanto in un’ottica anti-governativa, gli sforzi dell’esecutivo contro i comportamenti violenti di immigrati, a quanto pare, per nulla integrati con la nostra società. “Quando – ha detto la premier –, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato, si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere. È francamente inaccettabile, perché indebolisce la credibilità dello Stato nel suo complesso”.




























