Agroalimentare. Calandrini (FdI): Export tiene nonostante crisi globale, difesa del Made in Italy è strada giusta

“In una situazione geopolitica internazionale estremamente complessa, con tensioni sui mercati, guerre e forti elementi di incertezza per il commercio mondiale, il fatto che nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni agroalimentari italiane siano rimaste sostanzialmente stabili, rappresenta un importante segnale di tenuta e competitività del nostro sistema produttivo. Del resto veniamo da un 2025 nel quale, nonostante un contesto internazionale già molto difficile, l’export agroalimentare italiano ha superato i 72 miliardi di euro, crescendo del 5,6% rispetto al 2024. Ancora più significativo è il dato relativo ai prodotti riconosciuti all’estero come tipicamente italiani: 52,2 miliardi di euro di esportazioni, pari al 72,5% dell’intero export agroalimentare, con una crescita del 3,7%. Sono numeri che confermano quanto sia stata importante la scelta del Governo Meloni e di Fratelli d’Italia di puntare con decisione sulla difesa e sulla promozione del Made in Italy, sulla tutela delle nostre produzioni di qualità e sulla loro riconoscibilità sui mercati internazionali. Più i prodotti italiani sono riconoscibili e tutelati, più diventano competitivi e attrattivi per i consumatori di tutto il mondo grazie alla qualità che rappresentano. Il contrasto all’Italian sounding e alle frodi alimentari resta una battaglia fondamentale, sulla quale molto è stato fatto e molto resta ancora da fare. Difendere un prodotto italiano significa difendere non soltanto un marchio, ma il lavoro delle nostre imprese, le filiere agricole, i territori e un patrimonio di qualità che nessuna imitazione può sostituire. I dati del CREA dimostrano che investire sull’identità e sull’eccellenza italiana non è soltanto una scelta culturale: è una precisa strategia economica”.

Così in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio, commentando i dati del Rapporto sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari del CREA – Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia.

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