“Quanto accaduto ad Arezzo, con due donne picchiate per non aver accettato un matrimonio combinato, è un episodio gravissimo che richiama un principio per noi sacro: la libertà e l’autodeterminazione delle donne, infatti, non sono negoziabili. Rivolgo innanzitutto un doveroso ringraziamento alle forze dell’ordine che, intervenendo con tempestività, hanno impedito che la situazione potesse degenerare ulteriormente, procedendo alla denuncia dell’uomo e al suo allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. Nella nostra cultura la donna è un pilastro della società, libera di scegliere il proprio percorso di vita, di studiare, lavorare, amare e decidere chi sposare. Nessuna tradizione o consuetudine può giustificare violenza, sopraffazione o imposizioni. È un principio che il Governo Meloni sta difendendo con politiche concrete, rafforzando gli strumenti di prevenzione e tutela delle donne vittime di violenza e lavorando al tempo stesso per la loro piena realizzazione personale, sociale e professionale. Lo dimostra anche il Piano strategico nazionale contro la violenza 2025-2027, che mette al centro prevenzione, protezione, autonomia e autodeterminazione. L’integrazione, per noi, è un percorso graduale e costante, fondato sul rispetto delle nostre leggi e dei nostri valori. Respingeremo sempre, invece, qualsiasi impostazione ideologica e strumentale che pretenda di imporre il silenzio davanti a pratiche incompatibili con i principi di libertà e dignità sui quali si fonda la nostra società. Integrare significa accogliere, ma significa anche rispettare le regole e i diritti fondamentali”.
È quanto dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Simona Petrucci.




























