Attentato di Modena, El Koudri capace di intendere. La perizia: “Dimostrazione di ideali terroristici-islamici”

Altro che incapace di intendere e di volere. Salim El Koudri ha agito con consapevolezza e, anzi, addirittura con una finalità ben precisa, di rivendicazione e di dimostrazione di ideali islamisti e terroristici. A sentenziarlo è il Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Modena. La cui perizia, ripresa dall’avvocato di Monica Esposito, vittima della strage, non lascia particolari dubbi sullo stato mentale in preda al quale il 31enne egiziano ha agito quel maledetto 16 maggio 2026: El Koudri era pienamente consapevole. Un’azione motivata – si legge – “da frustrazione, rancore e finalità rivendicativo-dimostrative”.

Non ci sono dubbi, dunque. Quando decise di gettarsi con la sua auto in piena centro, di sabato pomeriggio, a Modena, ferendo diverse persone e uccidendo, dopo mesi di agonia in ospedale, una donna, Monica Esposito, Salim El Koudri ha agito con l’intento di rivendicare tesi terroristiche e islamiste. La perizia del Gip è chiara: “Al momento della commissione dei reati contestati, il sig. El Koudri Salim era pienamente capace di intendere e di volere. Non sussisteva alcuna infermità psichica idonea a determinare un vizio totale o parziale di mente”. Una perizia che ha coinvolto l’esame “degli atti, della documentazione clinica, delle risultanze delle indagini informatiche, dell’approfondimento psicometrico e dei colloqui clinico-peritale”. Dunque, è chiaro: “La condotta illecita non costituisce espressione sintomatologica di un disturbo mentale, bensì l’esito di un agito motivato da frustrazione, rancore e finalità rivendicativo-dimostrative, attuato con lucidità operativa e autodeterminazione conservata”. E per chi avesse ancora dubbi: “L’indagato, nel compiere la strage abbia agito con una finalità ben precisa, rivendicativo-dimostrativa degli ideali di matrice terroristica-islamica”.

Anche perché, del resto, sarebbe stato difficile perorare la tesi opposta. Soprattutto dopo che gli inquirenti hanno scovato i video registrati da El Koudri. Il primo il 15 maggio, gli altri tre tra la notte e le prime ore del 16, poche ore prima di lanciarsi con l’auto sulla folla. Davanti alla telecamera parla da solo. O, meglio, sembra rivolgersi a interlocutori che non esistono. Una serie di riferimenti a “diavoli” e a “demoni”, con attacchi all’Occidente, all’Italia, all’America e a personaggi pubblici. In un passaggio parla persino di una presunta “maledizione romana”. Alcuni video sembrano confusi. Quasi a voler sviare le indagini proprio su una sua presunta incapacità, se non infermità di mente. Perché c’è un altro elemento da tenere presente: la propaganda jihadista diffonde veri e propri manuali destinati agli attentatori solitari, con indicazioni su come apparire normali, confondersi nella società ed evitare di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. E al contempo, emette informazioni su come apparire incapaci così da evitare il carcere. Veri e propri vademecum per farla franca nei confronti dei sistemi giudiziari occidentali.

Pesano, però, proprio le parole usate nei video. In uno di questi, El Koudri mostra di essersi tagliato la barba. Dice di sentirsi “come un cattivo”. Poi parla di purificazione. Poche ore dopo sarebbe salito in auto e avrebbe travolto la folla nel centro di Modena. Tagliarsi la barba potrebbe proprio indicare una pratica di purificazione, tipica dei terroristi islamici che si preparano alla morte. Chi, insomma, si è mostrato fin troppo garantista davanti a evidenze del genere, è stato pian piano smentito. L’odio anti-Occidente esiste e non si può più fingere di non vederlo.

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