«Si chiama “NOVA” ma di nuovo c’è ben poco. Dal percorso con cui il Movimento 5 Stelle intende costruire il programma della prossima coalizione progressista emergono, tra gli altri, due temi rivelatori: liberalizzazione della cannabis e ius scholae.
Nel periodo internazionale più difficile degli ultimi decenni, segnato da guerre, crisi energetiche e profonde trasformazioni economiche, il Governo Meloni ha lavorato per difendere il potere d’acquisto, sostenere famiglie e imprese, aumentare l’occupazione e rafforzare la sicurezza. Il Movimento 5 Stelle, invece, torna a inseguire le vecchie ricette ideologiche della sinistra. Giuseppe Conte potrebbe quindi presentarsi alla prossima campagna elettorale con lo slogan: “Una canna e una cittadinanza non si negano a nessuno”.
Naturalmente è una battuta, perché la satira resta uno strumento legittimo del confronto politico. Ma le proposte emerse dal percorso dei 5 Stelle sono meno divertenti. La cittadinanza non è un espediente elettorale né un automatismo: è il punto di arrivo di un serio cammino di integrazione, fondato sul rispetto delle regole, sulla conoscenza della lingua e sulla condivisione dei valori della comunità nazionale. Per Conte è invece una mancetta elettorale per accaparrarsi il voto di degli irregolari.
Quanto alla cannabis, l’Italia ha bisogno di investire nella prevenzione, nell’educazione e nella libertà dei giovani dalle dipendenze, non di presentare lo sballo come nuova conquista sociale». Lo dichiara Antonio Baldelli, deputato di Fratelli d’Italia, commentando l’iniziativa programmatica “NOVA 2026” promossa dal Movimento 5 Stelle.



























