Banca Popolare del Lazio: una gestione virtuosa, ma solo nei proclami d’Assemblea

Torniamo a parlare delle vicende relative alla Banca Popolare del Lazio nell’ambito della nostra inchiesta sul lato oscuro delle popolari.

Mentre il direttore generale della Banca Popolare del Lazio, Ferruccio Lucchini, qualche giorno fa, durante l’Assemblea fra governance e dipendenti della Banca Popolare del Lazio annuncia importanti novità che condurranno l’istituto ad una crescita ancora maggiore, frutto di una “gestione virtuosa condotta negli ultimi anni”, noi, cercando di trattenere le risate, riprendiamo a raccontarvi di quanto sia stata “virtuosa” la gestione di questo istituto.

Eravamo rimasti al finanziamento che la Popolare del Lazio aveva concesso, senza adeguate garanzie, per ben 1.600.000 euro  alla  Protercave Spa, con sede a Perugia, (fuori quindi dalla competenza territoriale dell’istituto) amministrata da Gabriele Chiocci.

Continuando a spulciare sulla stampa locale umbra scopriamo che il signor Chiocci è stato anche tra gli indagati per finanziamenti illeciti ricevuti da Denis Verdini, ex parlamentare del Pdl ed ex presidente del Credito cooperativo fiorentino. Verdini avrebbero ricevuto oltre 400mila euro dagli imprenditori sotto indagine insieme a Chiocci, violando così la legge che impedisce ai parlamentari di ricevere finanziamenti.

Come già vi immaginerete la Protercave, dopo la concessione di fidi per 1.600.000,00 euro, non restituisce un solo euro di tale somma. Non solo. La Banca Popolare del Lazio, chissà perchè, non presenta neppure denuncia nonostante il fatto che, dopo neanche trenta giorni dall’ultimo affidamento, la società umbra amministrata da Chiocci salti e venga dichiarata fallita.

Da un articolo apparso sull’Osservatore d’Italia, apprendiamo che, a presentare la società insolvente fosse stato  l’amministratore delegato della Banca Popolare del Lazio il ragionier Massimo Lucidi che all’epoca dei fatti ricopriva la carica di direttore generale. Quel Massimo Lucidi da molti etichettato come “il bancario del Sisde”. Per dovere di cronaca infatti, sempre l’Osservatore d’Italia, riporta alla luce una vecchia vicenda che lo vede coinvolto; quella dove si trovava tra i testimoni nel processo sui fondi neri degli ex servizi segreti civili, perché quando era direttore della filiale Carimonte di via Quintino Sella di Roma (oggi filiale della Banca Popolare del Lazio) aveva presentato alcuni soggetti, appartenenti al Sisde, che depositarono miliardi delle vecchie lire, soprattutto in contanti con bancanote nuove di zecca fascettate Banca d’Italia sui propri conti personali. Soggetti poi condannati per essersi appropriati indebitamente di soldi dello Stato.

Concludiamo il ritratto di quello che tutt’ora ricopre la carica di Amministratore delegato della Banca Popolare del Lazio riprendendo un vecchio articolo apparso su Repubblica dove viene riportata una sua intervista:

“Con il senno di poi… Sapevamo che erano funzionari del ministero degli Interni, ma non conoscevamo i loro compiti né l’ origine dei soldi depositati. Certo, qualcosa era possibile immaginare. Le operazioni sono sempre avvenute nel rispetto di tutte le norme bancarie e in accordo con la direzione della banca per cui lavoravo”. All’epoca Lucidi era capo area per Roma della Cassa di Risparmio di Modena, l’ istituto nel quale il Sisde aveva fatto transitare 13 miliardi e 274 milioni dei suoi fondi “riservati”. Prima un deposito di dieci miliardi, poi il resto. Soldi serviti in seguito per acquistare ville a Roma, terreni nel Reatino, altri immobili: operazioni di cui si interessò la magistratura. Ma di cui Lucidi non volle mai parlare. “C’ è il segreto bancario – dice nell’intervista rilasciata a Repubblica.  Ripeto, per quel che riguarda noi tutto è avvenuto alla luce del sole. Dove poi i soldi siano finiti non lo so. Non faccio lo Sherlock Holmes”.

 

Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it
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