Bari, Rampelli (FdI): molto più dell’ingresso nel guinnes dei primati. Questo è solo il primo tempo

“Questo è solo il primo tempo e non è un dettaglio. Del resto un anno di quest’avventura è stato impiegato per dimostrare che non volevamo uccidere l’Unione europea, né nazionalizzare la produzione di panettoni o speronare i barconi carichi di disperati come fece Prodi con i cittadini albanesi nel 1996, non intendevamo abolire la 194 né dividere le scuole maschili da quelle femminili (come forse farebbe la sinistra per assecondare gli islamici) o sostenere le mire espansionistiche di Putin magari in cambio di gas e petrolio… Abbiamo dovuto sudare le sette camicie per dimostrare di essere esattamente ciò che eravamo, con buona pace dei nostri detrattori e degli scettici più accaniti. Poi abbiamo finalmente iniziato a mettere carbone nel forno, nello stupore generale”. ”. E’ quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia in un editoriale su www.fabiorampelli.it condiviso sulle sue piattaforme social alla vigilia della festa di Fratelli d’Italia che si terrà domai a Bari.

“Vale la pena riconoscere a Giorgia Meloni—ha aggiunto- sarebbe ora lo facesse tutto il mainstream, di aver preso in braccio la destra italiana stretta tra un nostalgismo di ritorno dopo Fiuggi e un berlusconismo acritico e molto poco politico, attraversato le sabbie mobili degli anni del PdL, insieme a un nutrito gruppo di visionari presi a sberle dalla suggestione di un futuro vincente cui nessuno credeva. Quella destra, anche quella post fascista di An, non trovava il coraggio di andare fino in fondo. Giorgia Meloni l’ha avuto, contagiando anche l’altra metà di una generazione piuttosto resistente ai cambiamenti e oggi, ravveduta, al governo della nazione”.

“Sono diventati quattro anni indispensabili per porre le basi della rinascita italiana. Se non ci fossero stati – ha osservato Rampelli – la guerra di Putin, la violentissima reazione israeliana alla strage di Hamas del 7 ottobre 2023 e la chiusura di Hormuz (ancora si chiama così con buona pace di Trump), se fosse stato negoziato a Bruxelles un PNRR più orientato alla modernizzazione delle infrastrutture e meno alle ‘romanelle’ clientelari care alla sinistra, se non dovessimo pagare 140 miliardi di Superbonus, cifra maggiore delle 5 leggi finanziarie dell’intera legislatura, avremmo assistito a una stagione simile al Carosello dei carabinieri a cavallo in piazza di Siena. Carica!…”

“Ma questi non sono problemi – ha rimarcato- si tratta di emergenze epocali e non si risolvono con le leggi perché hanno bisogno di un alleato di rango: il tempo”.

“Celebrare il governo più longevo della Repubblica non è un modo per finire nel guinness dei primati – ha puntualizzato il vicepresidente – ma per dare il giusto valore al tempo, alla stabilità che lo accompagna e che può diventare un moltiplicatore di successi per la nostra comunità”.

“L’instabilità – ha puntualizzato- è stato il tallone d’Achille degli esecutivi italiani, ma a fianco al record di durata corre anche il rispetto della volontà popolare, altro precetto a cui la nostra società era disabituata. Due cardini della democrazia dell’alternanza di cui la sinistra ha storicamente difettato. La ‘turnocrazia’ delle sue leadership ha impedito alla nazione di essere credibile e quindi solida”.

“Provare – ha rilevato Rampelli – a fare sviluppo senza nuovo debito pubblico, creare posti di lavoro per dimenticare lo spettro del reddito di ‘divananza’, abbassare per sempre il costo del lavoro, avviare la riforma del fisco e poi dare i primi segnali culturali: fuori i rave party dall’Italia, confermare l’ergastolo ostativo a mafiosi e criminali, acquisire il consenso informato dei genitori prima di pazziare sulla sessualità, irrigidire i controlli alle frontiere, diminuire gli sbarchi, aumentare i rimpatri, espellere i maranza e offrire sul tavolo la collaborazione paritetica con l’Africa attraverso il Piano Mattei, avviare il processo di partecipazione dei lavoratori agli utili dell’azienda. Dare il segnale con Leoncavallo, Askatasuna e Spin Time che tutti devono rispettare la legge e fare in modo che le leggi siano poco interpretabili. Le occupazioni di case non umiliano più anziani e indigenti”.

“Non a caso – ha rincarato- la sinistra non ha mai vinto con la propria faccia (a parte Prodi che di sicuro non proveniva da Botteghe Oscure). Ogni volta per governare si è dovuta affidare a un ‘papa straniero’ oppure ha innescato guerre intestine e cambiato tre premier in cinque anni. È una notevole differenza.

Piedi in terra però, è solo il primo tempo. Anzi piedi sul territorio”.

“Poi c’è il fisco, con record di entrate grazie al gettito dei nuovi occupati e al record di recupero dell’evasione. Una riforma rivoluzionaria che chiede al contribuente collaborazione che diventerà purtroppo pienamente operativa a fine legislatura”.

“Siamo dunque al primo tempo di una rivoluzione dolce – ha aggiunto- che si completerà con la prossima legislatura, nella quale anche sul fronte della sicurezza interna si percepiranno i risultati conseguiti”.

“Torneremo sulle riforme – ha chiosato- nella speranza che la futura opposizione sia più collaborativa, nell’interesse del popolo italiano. E continueremo a essere fondamenta della civiltà occidentale”.

“L’Europa ha bisogno dei conservatori – ha concluso Rampelli – per ritrovare le sue radici e costruire su di esse la terza via”.

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