Berlato (/ECR) invernale: spettro di un nuovo “corridoio turistico anticovid”

Gli Eurodeputati di Fratelli d’Italia hanno depositato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere conto di cosa intenda fare per dare pari opportunità’ ai suoi Stati Membri per il settore del invernale. L’onorevole Sergio Berlato, con i colleghi Fidanza, Fitto, Procaccini e Stancanelli ha chiesto che non si ripeta lo scempio dei corridoi turistici che abbiamo visto quest’estate.

Molti paesi hanno infatti attuato una sospensione unilaterale degli accordi di Schengen, che prevedono invece la libera circolazione delle persone e delle merci all’interno della sua area.

Il invernale in Italia vale il 13 % del PIL e conta oltre 4 milioni di occupati. Il primo trimestre del 2020 mostra una flessione del fatturato del settore di 15,6 miliardi di euro.

Paesi come l’Austria, Svizzera e Francia stanno pensando di tenere aperti gli impianti invernali, favorendo cosi’ la creazione di una sorta di “area anti-covid” transalpina a discapito dell’Italia. E’ naturale che le decisioni vadano prese in modo univoco a livello europeo, evitando di privilegiare un Paese a scapito di un altro.

Se da un lato si vuole impedire che il Natale favorisca una nuova ondata di Covid, dall’altro si deve evitare di andare contro i principi fondatori dell’Unione.

I Parlamentari hanno quindi domandato ai vertici di Bruxelles se intendono sanzionare gli Stati che adottano misure unilaterali a discapito dell’Italia e se ci siano delle iniziative europee per il sostegno del invernale.

Gli Eurodeputati di Fratelli d’Italia hanno depositato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere conto di cosa intenda fare per dare pari opportunità’ ai suoi Stati Membri per il settore del invernale. L’onorevole Sergio Berlato, con i colleghi Fidanza, Fitto, Procaccini e Stancanelli ha chiesto che non si ripeta lo scempio dei corridoi turistici che abbiamo visto quest’estate.

Molti paesi hanno infatti attuato una sospensione unilaterale degli accordi di Schengen, che prevedono invece la libera circolazione delle persone e delle merci all’interno della sua area.

Il invernale in Italia vale il 13 % del PIL e conta oltre 4 milioni di occupati. Il primo trimestre del 2020 mostra una flessione del fatturato del settore di 15,6 miliardi di euro.

Paesi come l’Austria, Svizzera e Francia stanno pensando di tenere aperti gli impianti invernali, favorendo cosi’ la creazione di una sorta di “area anti-covid” transalpina a discapito dell’Italia. E’ naturale che le decisioni vadano prese in modo univoco a livello europeo, evitando di privilegiare un Paese a scapito di un altro.

Se da un lato si vuole impedire che il Natale favorisca una nuova ondata di Covid, dall’altro si deve evitare di andare contro i principi fondatori dell’Unione.

I Parlamentari hanno quindi domandato ai vertici di Bruxelles se intendono sanzionare gli Stati che adottano misure unilaterali a discapito dell’Italia e se ci siano delle iniziative europee per il sostegno del turismo invernale.

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