Campania: il Ministero revoca i fondi per le irregolarità, ma Fico stanzia 8,3 milioni per il nuovo RdC

Roma aveva detto stop per gravi anomalie, ma la Regione finanzia con risorse proprie la stessa platea. Ira di Sangiuliano, anche De Luca contro l’uomo di Giuseppe Conte

Nuovo caso nella Regione di Roberto Fico. La Campania ha stanziato 8,38 milioni di euro per finanziare un intervento rivolto a 1128 disoccupati già coinvolti in un precedente progetto di formazione e politica attiva del lavoro, il cui finanziamento era stato revocato dal Ministero del Lavoro a seguito del riscontro di irregolarità nella gestione delle attività. In pratica, un secondo Reddito di Cittadinanza, di tipo regionale: impossibilitati a reintrodurlo effettivamente, i seguaci di Giuseppe Conte in Campania hanno tentato un piccolo escamotage per destinare ben 8 milioni di euro ai propri elettori. Ma questo in contrasto con quanto deciso dal Ministero, che aveva riscontrato già parecchie anomalie procedurali.

Nel dettaglio, la vicenda nasce nel maggio 2024, quando il Ministero del Lavoro, il Comune di Napoli e la Città Metropolitana hanno sottoscritto un programma comune, che prevedeva l’attivazione di tirocini extracurriculari accompagnati da un’indennità mensile di 600 euro. Risorse statali. A luglio, però, il Ministero ha disposto la sospensione del programma: alla base della decisione vengono indicate diverse criticità, come dubbi sulla genuinità di alcuni atti, dati ritenuti non veritieri, incoerenze nella documentazione, problemi relativi all’assegnazione dei tutor e disallineamenti riguardanti le sedi di svolgimento delle attività. Addirittura, nel giro di una sola settimana, il Ministero del Lavoro ha anche revocato il finanziamento. Nonostante tutto ciò, a distanza di alcuni mesi, la Regione Campania ha deciso di intervenire direttamente con risorse proprie, con un provvedimento che prevede uno stanziamento complessivo di 8 milioni di euro, quasi tutti destinati a finanziare le indennità dei beneficiari. Si tratta di più di mille persone, già coinvolte nel precedente progetto ministeriale.

Duro il commento del capo dell’opposizione in Regione Campania, il consigliere regionale Gennaro Sangiuliano, che ha parlato di “sconfitta per la politica che ricorre a vecchie pratiche da anni Settanta e Ottanta che proprio di Fico non ci saremmo aspettati”: “Questo scempio avviene mentre, come documentano le statistiche, migliaia di giovani campani partono per Milano, Bologna o l’estero perché nella loro regione non trovano un lavoro all’altezza delle loro competenze”, ha commentato Sangiuliano. Che ha rincarato la dose: “Sarebbe anche interessante conoscere la fedina penale dei disoccupati premiati”. Una provocazione non certo campata in aria, viste le precedenti assegnazioni del Reddito di Cittadinanza, troppo spesso finito nelle tasche di affiliati alle mafie. “Questi 8 milioni – ha continuato l’ex ministro della Cultura – potrebbero essere utilizzati per creare lavoro vero e di qualità, premiare il merito, sostenere chi vuole formarsi e lavorare, non a consolidare una constituency politica. La Regione deve finanziare il futuro dei giovani campani, non il presente di chi è già dentro un sistema di relazioni”.

Per comprendere quanto il provvedimento di Fico sia – per così dire – un tantino al limite, basta leggere le dichiarazione dell’ex governatore, Vincenzo De Luca, che condivide con Fico dei posti in maggioranza con la sua lista satellite. “Una decisione della giunta regionale che considero estremamente preoccupante e grave” ha detto il sindaco di Salerno, per il quale “in un Paese normale e civile, dopo che il ministero ha verificato l’esistenza di irregolarità ed ha comunicato che non caccia più neanche un euro, si blocca tutto. Questa vicenda dovrebbe essere sottoposta anche alla Procura e alla Guardia di finanza”.

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