Campi Flegrei, 800 milioni dal Governo ma Fico nicchia: centrodestra chiede stato di emergenza

Continua la battaglia per i ampi Flegrei. Mentre la terra continua a tremare, l’opposizione in Consiglio Regionale nella Campania di Roberto Fico difende l’istanza dello stato di emergenza che la maggioranza non ha ancora accettato. Eppure, ci sarebbero tutti i requisiti: sono ormai migliaia gli sfollati, tantissime le case danneggiate dall’ultima pesantissima scossa del 31 luglio e quelle che già in precedenza dovevano essere messe in sicurezza. Parliamo di attività commerciali irrimediabilmente compromesse e intere famiglie in balia degli eventi. Per il capo dell’opposizione regionale, il consigliere di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano, non proclamare lo stato d’emergenza è “assolutamente da irresponsabili, ci sono anche dei profili di natura penale”. D’altro canto, l’impegno del Governo c’è stato fin dallo scoppio della crisi: il ministro Nello Musumeci ha parlato di circa 800 milioni di euro già stanziati per la crisi, con altri 100 milioni erogati a inizio agosto.

Eppure, di fronte all’evidenza dei fatti, la maggioranza del pentastellato Fico, sostenuto dal campo largo, continua a non prendere una posizione netta. Secondo Sangiuliano, intervistato da Canale21, “lo stato di emergenza è l’unico strumento normativo e utile in questo momento per fronteggiare questa vera e propria tragedia che si sta palesando in questa zona”. Uno strumento che consentirebbe di affrontare i disagi abitativi degli abitanti di tutta la zona flegrea e i problemi di carattere economico; inoltre, “con lo stato di emergenza noi possiamo chiedere la sospensione dei mutui e la sospensione del pagamento dei tributi”. Inoltre, l’opposizione di centrodestra avrebbe voluto convocare il Consiglio il 15 agosto: un segnale di impegno e di vicinanza per il territorio, proposta mai presa concretamente in considerazione dal campo largo. “Voglio ricordare che questo Consiglio Regionale – ha detto Sangiuliano a margine dell’ultima riunione – si tiene perché è l’opposizione che ha raccolto le firme a norma di statuto e ha inchiodato la maggioranza, che io chiamo la maggioranza del barbecue e dei cocomeri estivi, alle proprie responsabilità”.

Poi, la questione dei fondi. Il centrodestra aveva fatto richiesta in commissione Bilancio di alzare lo stanziamento regionale a 12 milioni di euro. Anche questa richiesta è stata incredibilmente bocciata: “Si tratta di un atteggiamento pregiudizievole che non comprendiamo perché qui si gioca sulla pelle di cittadini che hanno bisogni primari come la casa o le proprie attività economiche” hanno commentato alcuni consiglieri di maggioranza. Lo stanziamento finale è stato di 7 milioni. Il tutto, mentre l’impegno del governo centrale è massimo. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha infatti già mobilitato diverse linee di finanziamento: nel dettaglio, ad esempio, si trovano 50 milioni di euro dopo il terremoto del maggio 2024, a cui si aggiungono 206 milioni di euro inseriti nell’Accordo per la Coesione tra Governo e Regione Campania nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la Coesione 2021-2027. Fondi nazionali che vanno ad aggiungere a quelli stanziati dalla Regione, che però è ancora troppo lenta. Musumeci è stato chiaro: “Nessuno può negare come questo governo abbia lavorato per la prima volta con la Regione e i Comuni a un programma che rifiuta l’approccio emergenziale per preferire quello sistemico, coordinato, con una dotazione finanziaria alimentata in rapporto alle iniziative programmate”. Ma ha chiarito: “Credo che non sia solo un problema finanziario. Su questo terreno il governo è disposto ad andare fino in fondo, è la capacità di spesa degli enti locali e delle strutture che può richiedere ulteriore tempo”.

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