Campi Flegrei, Meloni risponde con 100 milioni e nuovi poteri. Fico resta alla “legge speciale”

Il decreto del 7 agosto finanzia case, sfollati e infrastrutture e rafforza l’azione commissariale. Dal 2023 il Governo ha costruito una strategia che va ben oltre l’emergenza dell’ultima scossa.

Il terremoto del 31 luglio ha aperto una nuova fase della crisi bradisismica dei Campi Flegrei. Il Governo Meloni ha risposto con un nuovo decreto che mette sul tavolo 100 milioni di euro per le abitazioni danneggiate, contributi agli sfollati e strumenti più forti per intervenire sul territorio. Roberto Fico continua invece a indicare come priorità una “legge speciale”. Ma la ricostruzione dei provvedimenti adottati dal 2023 racconta una realtà diversa da quella di un Governo costretto a rincorrere l’emergenza.

La terra continua a muoversi ai Campi Flegrei. Nella notte del 10 agosto una nuova scossa di magnitudo 3.0 è stata registrata nell’area di Pozzuoli. Dopo il terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio, gli sfollati nel solo Comune di Pozzuoli hanno ormai superato quota duemila.

È questo il contesto nel quale è entrato in vigore, l’8 agosto, il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144. Il Capo II del provvedimento contiene sei articoli interamente dedicati agli effetti dell’evoluzione del bradisismo nei Campi Flegrei.

E dentro quelle norme ci sono risorse, contributi per chi ha perso temporaneamente la propria abitazione, interventi sugli edifici, infrastrutture e un ampliamento del raggio d’azione del commissario straordinario.

Non esattamente l’immagine di uno Stato che guarda altrove.

I 100 milioni per riparare e mettere in sicurezza le case

La misura economicamente più rilevante del nuovo decreto è contenuta nell’articolo 13.

Il Governo istituisce un fondo da 100 milioni di euro, suddiviso in 30 milioni per il 2026 e 70 milioni per il 2027, destinato alla riparazione dei danni e alla riqualificazione sismica delle abitazioni principali divenute inagibili in conseguenza degli eventi del 31 luglio e del 1° agosto.

I Comuni dovranno istruire le domande e adottare un provvedimento entro 60 giorni dalla presentazione.

Non si tratta quindi soltanto di risarcire il danno visibile. Il principio è più importante: utilizzare la ricostruzione anche per ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici, cioè rendere il patrimonio abitativo più sicuro rispetto agli eventi futuri.

Ed è precisamente su questo terreno che si misura una politica seria per i Campi Flegrei. Il bradisismo non può essere cancellato per decreto. Si può però diminuire il rischio al quale sono esposti cittadini, abitazioni e infrastrutture.

Dai 400 ai 900 euro al mese per gli sfollati

Il decreto interviene anche sull’emergenza abitativa.

La Regione Campania, attraverso i Comuni interessati, potrà riconoscere il contributo per l’autonoma sistemazione alle famiglie costrette ad abbandonare la propria abitazione a causa delle scosse del 31 luglio e del 1° agosto.

Gli importi previsti vanno da 400 euro al mese per un nucleo composto da una sola persona fino a 900 euro per quelli con almeno cinque componenti. Sono previsti ulteriori 200 euro mensili per ogni componente con più di 65 anni o con disabilità nelle condizioni indicate dalla norma.

Per questa misura il decreto mette a disposizione fino a 1,875 milioni di euro nel 2026 e 4,5 milioni nel 2027. Il sostegno potrà proseguire, nei limiti previsti dalla legge, fino al rientro nell’abitazione o alla soluzione stabile dell’esigenza abitativa e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.

E il Governo non interviene soltanto sugli ultimi eventi.

L’articolo 15 estende infatti il sistema dei contributi per l’autonoma sistemazione anche ad altre scosse avvenute tra il 2025 e maggio 2026 e proroga al 31 dicembre 2027 il termine massimo per la loro erogazione, stanziando ulteriori 2,725 milioni di euro per il 2027.

Più contributi anche per gli eventi precedenti

Uno dei passaggi più interessanti del decreto rischia di essere oscurato dai 100 milioni.

L’articolo 14 amplia la platea degli eventi sismici per i quali possono essere riconosciuti gli interventi di riparazione e riqualificazione, includendo le scosse dei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 2025 e quella del 21 maggio 2026.

Viene inoltre consentito ai Comuni di Bacoli, Napoli e Pozzuoli, entro i limiti delle risorse disponibili, di riaprire i termini per alcune domande riferite anche agli eventi precedenti.

E c’è un altro numero che conta: per una delle misure relative alla riduzione della vulnerabilità sismica, la quota di contributo viene portata dal 50 al 70 per cento, con ricalcolo anche per domande già presentate nei casi previsti dalla norma.

È un altro tassello di una strategia che prova progressivamente a spostare l’intervento pubblico dalla semplice gestione del danno alla prevenzione del danno futuro.

Il commissario può intervenire su costoni, aree di raccolta e Protezione civile

Poi c’è il rafforzamento dell’azione commissariale.

Il decreto consente di inserire nei programmi degli interventi urgenti anche opere per mitigare il rischio di crollo dei costoni rocciosi, interventi connessi all’allontanamento della popolazione, ai centri operativi comunali di Protezione civile e alle aree destinate all’attesa, alla raccolta della popolazione e all’organizzazione dei soccorsi.

A Pozzuoli e Bacoli arrivano inoltre 2,5 milioni di euro tra il 2026 e il 2027 per ripristinare la funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture delle reti strategiche: un milione nel 2026 e 1,5 milioni nel 2027.

I numeri del decreto 144/2026

MisuraRisorse/intervento
Riparazione e riqualificazione sismica delle abitazioni colpite il 31 luglio e 1° agosto100 milioni di euro
Fondo 2026 per autonoma sistemazione nuovi sfollati1,875 milioni
Fondo 2027 per autonoma sistemazione nuovi sfollati4,5 milioni
Estensione CAS per eventi precedenti nel 20272,725 milioni
Contributo per alcune misure di riduzione della vulnerabilitàdal 50 al 70%
Pozzuoli e Bacoli, servizi e reti strategiche 2026-20272,5 milioni

Fonti: decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, articoli 12-17.

Una strategia iniziata nel 2023, non il 31 luglio

È però guardando indietro che il racconto cambia completamente.

Perché l’intervento del Governo Meloni sui Campi Flegrei non nasce con l’ultima scossa.

Già nell’ottobre 2023 il decreto-legge n. 140 aveva messo in campo 52,2 milioni di euro e costruito un primo sistema organico di prevenzione: analisi della vulnerabilità degli edifici pubblici e privati, piano di comunicazione alla popolazione, pianificazione speditiva d’emergenza, interventi sugli edifici pubblici, verifica delle infrastrutture di trasporto e potenziamento della risposta territoriale della Protezione civile.

Nel 2024 il Governo ha compiuto un altro passo, istituendo un commissario straordinario incaricato di programmare e accelerare gli interventi di riqualificazione sismica degli edifici pubblici e quelli necessari a mantenere funzionali infrastrutture, trasporti e servizi essenziali. Per questi interventi sono state previste procedure accelerate e strumenti derogatori.

A gennaio 2025 è poi diventata operativa l’assegnazione alla Regione Campania di 50 milioni di euro nel triennio 2024-2026 per il ripristino degli immobili privati dichiarati inagibili dopo il sisma del 20 maggio 2024 nei Comuni di Bacoli, Pozzuoli e Napoli.

A novembre 2025 è arrivato un altro passaggio di dimensioni ancora maggiori: la Banca europea per gli investimenti ha approvato un finanziamento fino a 1,4 miliardi di euro alla Repubblica italiana per la ricostruzione e la messa in sicurezza di edifici e infrastrutture nell’area flegrea. Il quadro prevede fino a 550 milioni per il comparto privato e fino a 850 milioni per quello pubblico.

Questa è la cronologia che spesso scompare quando il dibattito politico viene ridotto all’ultima scossa e all’ultima dichiarazione.

Fico e la “legge speciale”

Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha una posizione diversa.

L’8 agosto, dopo un incontro al Centro operativo comunale di Pozzuoli, ha dichiarato che per lui «la priorità sia una legge speciale», sostenendo la necessità di una disciplina stabile che riconosca la peculiarità dei Campi Flegrei e consenta alla popolazione di convivere con il bradisismo senza dover ricorrere ogni volta a nuovi decreti.

È una posizione politicamente legittima e la discussione su uno strumento normativo permanente può certamente avere un senso.

Ma c’è un punto che non può essere cancellato.

Una legge speciale ancora non esiste. Gli interventi del Governo, invece, esistono già.

Esistono il decreto del 2023, il piano di vulnerabilità, il commissario straordinario, gli interventi sugli edifici pubblici, i 50 milioni destinati agli immobili privati, il quadro di finanziamento con la Bei e ora altri 100 milioni per le abitazioni colpite dalle ultime scosse.

Si può chiedere di migliorare questo impianto. Si possono proporre modifiche al decreto durante la conversione parlamentare. Gli stessi territori stanno lavorando a proposte emendative e alcune delle misure introdotte sono già oggetto di confronto politico.

Quello che diventa molto più difficile sostenere, guardando la successione degli atti, è la rappresentazione di un Governo assente o arrivato impreparato davanti alla crisi.

Prevenire invece di rincorrere

La vera questione dei Campi Flegrei non è stabilire chi possa promettere la norma più solenne.

È costruire una capacità permanente dello Stato di conoscere il rischio, mettere in sicurezza gli edifici, garantire le vie di fuga, assistere gli sfollati e intervenire rapidamente quando la situazione cambia.

È il percorso avviato nel 2023 e progressivamente ampliato.

Il decreto 144 non chiude la questione. Sarebbe assurdo sostenerlo davanti a un fenomeno naturale tanto complesso, in un territorio densamente popolato e con oltre duemila persone già costrette a lasciare la propria abitazione a Pozzuoli.

Ma dimostra una cosa molto più concreta.

Mentre Fico continua a indicare una futura legge speciale come l’orizzonte da raggiungere, il Governo Meloni continua ad aggiungere risorse, strumenti e capacità d’intervento a una macchina costruita negli ultimi tre anni.

La politica può discutere il nome della prossima legge. Ai cittadini dei Campi Flegrei, oggi, servono soprattutto case sicure, assistenza e uno Stato capace di agire.

Ed è sui fatti, prima ancora che sulle formule, che va misurata la risposta delle istituzioni.

FAQ – Campi Flegrei e decreto 144/2026

Quanto stanzia il nuovo decreto per le abitazioni danneggiate?

Il decreto istituisce un fondo complessivo di 100 milioni di euro, 30 milioni nel 2026 e 70 milioni nel 2027, per riparazione e riqualificazione sismica delle abitazioni interessate dagli eventi del 31 luglio e 1° agosto 2026.

Quanto ricevono gli sfollati?

Il contributo per l’autonoma sistemazione va da 400 euro mensili per una persona fino a 900 euro per nuclei di almeno cinque componenti, con possibili maggiorazioni di 200 euro nei casi previsti dalla norma.

Il decreto riguarda soltanto le ultime scosse?

No. Alcune disposizioni ampliano o riaprono l’accesso alle misure anche per eventi verificatisi nel 2024, nel 2025 e nel maggio 2026.

Cosa cambia per il commissario straordinario?

Il perimetro degli interventi viene ampliato anche alla mitigazione del rischio di crollo dei costoni rocciosi e a opere collegate ai centri operativi e alle aree di attesa e raccolta della Protezione civile.

Cosa chiede Roberto Fico?

Il presidente della Regione Campania considera prioritaria una legge speciale che stabilisca una disciplina permanente per la gestione della peculiarità dei Campi Flegrei e del bradisismo.

Il Governo era già intervenuto prima del terremoto del 31 luglio 2026?

Sì. Il primo grande intervento organico risale al decreto-legge n. 140 del 2023; sono poi seguiti nuovi strumenti nel 2024 e 2025, compresi il commissario straordinario e risorse per la riqualificazione degli immobili.

Resta aggiornato

Invalid email address
Promettiamo di non inviarvi spam. È possibile annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.
Redazione
Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche

Articoli correlati