Caro carburanti, dopo Eni anche IP limita i prezzi. Meloni: «Segnale importante per le famiglie»

Socar annuncia un limite ai prezzi di benzina e gasolio sulla rete Italiana Petroli e aderisce all’appello del Governo. Il presidente del Consiglio ringrazia Aliyev e il presidente del gruppo azero Rovshan Najaf.

Dopo Eni arriva anche IP. Socar, il gruppo energetico dell’Azerbaigian che controlla Italiana Petroli, ha annunciato la decisione di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano, fissando un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio sulla propria rete. Un’altra grande compagnia sceglie dunque di intervenire sul caro carburanti rispondendo all’appello del Governo alle imprese del settore.

La notizia è stata accolta immediatamente dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

«Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti», ha dichiarato Meloni.

Il presidente del Consiglio ha quindi ringraziato direttamente il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev «per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione» e il presidente di Socar, Rovshan Najaf.

Il passaggio è significativo anche perché Socar dichiara esplicitamente di aver deciso di aderire «all’appello del Governo italiano» rivolto alle compagnie affinché contribuiscano ad alleggerire il peso dei rincari su famiglie e imprese. Il limite sarà applicato progressivamente a partire dalla rete a marchio IP. Il valore non è stato ancora comunicato: secondo la nota della società, verrà stabilito tenendo conto delle esigenze della filiera, costituita da migliaia di operatori.

L’intervento di IP segue quello annunciato da Eni il 25 settembre. Dal 28 settembre Enilive applicherà per 30 giorni un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi indicati dalla società al momento dell’annuncio. Il meccanismo potrà essere prorogato fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Non c’è soltanto l’intervento delle compagnie. Sul fronte fiscale il Governo è intervenuto ripetutamente sulle accise per contenere l’aumento dei carburanti. Il decreto-legge del 17 settembre ha rideterminato l’accisa sul gasolio a 572,90 euro per mille litri fino al 25 settembre e a 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre.

La sequenza degli ultimi giorni è quindi chiara: prima il Governo interviene sulla leva fiscale e sollecita le compagnie, poi Eni introduce il proprio tetto e adesso Socar-IP annuncia di seguire la stessa direzione, dichiarando espressamente di raccogliere l’appello dell’esecutivo.

«Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa», ha assicurato Meloni.

Ora saranno i prezzi alla pompa a misurare l’effetto concreto delle iniziative. Per Eni il tetto è già definito e partirà il 28 settembre. Per IP bisognerà attendere la comunicazione dei valori applicati. Ma un primo risultato politico è già fotografato dai fatti: dopo Eni, un secondo grande operatore ha deciso di muoversi nella direzione indicata dal Governo.

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