Carrara, Campione (FdI): “Arrighi chiarisca su case di Murlungo, con salute dei cittadini non si scherza”

«Se esiste anche soltanto un ragionevole dubbio sulla piena salubrità dell’area del Murlungo, il Comune di Carrara deve fermarsi. Il diritto alla casa è fondamentale, ma non può essere garantito mettendo in secondo piano quello alla salute». Lo dichiara Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia eletta in Toscana, contestando la decisione dell’amministrazione della sindaca Serena Arrighi di procedere con la realizzazione dei 28 alloggi di edilizia residenziale pubblica al Murlungo.

«Non si tratta di creare allarmismi, ma di pretendere prudenza. Sulla zona esiste una storia ambientale che non può essere ignorata: un atto parlamentare del 2023, richiamando gli accertamenti dell’allora Usl n. 2 di Massa-Carrara, riferisce che nell’abitato del Murlungo, a valle dell’ex Ferroleghe, fu registrata fin dal 1990 una contaminazione della falda da cromo esavalente. Lo stesso atto documenta la grave situazione ambientale dell’ex Ferroleghe».

«Alla luce di questi precedenti, affermare che dalle ultime indagini emerga una situazione “migliorativa” non basta a tranquillizzare. Una situazione migliorata non equivale necessariamente a un’area priva di contaminazione. Prima di costruire abitazioni destinate a famiglie e bambini bisogna avere certezze sulla sicurezza del luogo».

«C’è poi una questione di equità che non può essere sottovalutata: chi ha bisogno di un alloggio popolare non ha meno diritto degli altri a vivere in un ambiente sicuro e salubre. Non è accettabile che proprio le famiglie più fragili debbano convivere con interrogativi che altri cittadini difficilmente accetterebbero per la propria abitazione».

La senatrice di Fratelli d’Italia chiede quindi alla Giunta Arrighi di «rendere pubblici integralmente i risultati delle più recenti indagini ambientali, i pareri acquisiti nella Conferenza dei servizi e le eventuali prescrizioni degli enti competenti, chiarendo senza ambiguità la situazione di terreni e falda».

«Se ogni dubbio è stato realmente superato, lo si dimostri ai cittadini con dati completi e trasparenti. Se invece permane un margine di incertezza, si individui un’altra area per realizzare i 28 alloggi. I finanziamenti e i tempi amministrativi non possono venire prima della tutela delle persone. Le case popolari – conclude la senatrice Campione – devono essere case sicure: con la salute dei cittadini non si scherza».

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