Ceuta, 13 mila migranti non rimpatriati. E nell’exclave spagnola è ancora caos e degrado

L’ondata migratoria straordinaria del 30 luglio che ha riversato sulle spiagge dell’exclave spagnola di Ceuta 80 mila marocchini continua a generare tensioni e problemi. Si calcola non siamo ancora stati rimpatriati 13 mila migranti, compresi circa 2.300 minori non accompagnati che con tutta probabilità resteranno in Spagna. E’ una situazione, quindi, ancora ben lontana dall’essere risolta e che continua ad alimentare polemiche sulla risposta del governo spagnolo che il 16 settembre ha anche dovuto incassare una pesante risoluzione del Parlamento Europeo che sulla crisi dei migranti a Ceuta e Melilla ha espresso “profonda preoccupazione per la politica di regolarizzazione su vasta scala perseguita dal governo del presidente Pedro Sanchez, che funge da pull factor”. 

Ancora difficoltà sulla gestione dei migranti. Proteste e scontri in città

La scorsa settimana una piccola parte dei migranti marocchini ancora accampanti sulle spiaggie di Benitez ed El Trampolin sono stati trasferiti nel nuovo campo di accoglienza allestito vicino alla zona del porto che ha una capienza massima di 1.700 posti. Troppo pochi per tutti, dunque, da qui il sorgere, durante le operazioni di trasferimento, di una protesta dei migranti e di un conseguente scontro con le forze di polizia che, come riportato dalla testata El Pais, hanno sparato diversi colpi in aria per disperdere la folla. 

Tensione politica tra Spagna e Marocco sulle procedure di rimpatrio

Un clima politico affatto sereno anche quello fra Spagna e Marocco. Al termine dell’Assemblea generale dell’Onu tenutasi a New York, il Ministro degli Esteri del Marocco Nasser Burita, ha dichiarato con nettezza alla stampa che “se gli immigrati illegali non sono stati rimpatriati, se i minori non stati fatti tornare, la domanda non va posta al Marocco, ma alla Spagna”. Il Ministro marocchino ha quindi ribadito la piena disponibilità della sua Nazione ad agevolare il ritorno dei migranti. 

La quotidianità di Ceuta, quindi, è ancora ben lontana da ritrovare la serenità perduta a luglio e la risoluzione di questa crisi internazionale sembra ancora molto, molto lontana.  

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Federica Giovannucci
Federica Giovannucci
Federica Giovannucci, romana, conservatrice identitaria, cristiana. Ho lavorato per molti anni nel Terzo Settore, nell'ambito della progettazione culturale. Lettrice compulsiva, sono appassionata di politica e storia delle religioni.

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