Ceuta, l’Ue boccia il modello Sanchez e sceglie la linea Meloni

Il caso Ceuta arriva finalmente sui banchi del Parlamento europeo ma, questa volta, non è andata bene per quella sinistra socialista che da settimane ha tentato di colpevolizzare il Governo italiano per il solo fatto di aver chiuso l’area Schengen con la Spagna, al fine di evitare quel prevedibile colpo di coda che potrebbe colpire tutta Europa dopo i migliaia di clandestini che hanno invaso la cittadina spagnola su territorio africano. Non è andata bene per gli amici di Pedro Sanchez perché l’Eurocamera ha approvato una risoluzione sulla crisi migratoria che esprime, letteralmente, “profonda preoccupazione” per la politica di regolarizzazione su larga scala portata avanti dal governo di Madrid. Insomma, l’invasione di Ceuta non è stata sottovalutata neppure dall’Europa e la gestione dell’immigrazione di Sanchez, basata su sanatorie un po’ alla rinfusa, non ha convinto Bruxelles, che da tempo ha seguito un’altra strada, quella segnata dal Governo Meloni, fatta di controllo alle frontiere, lotta ai trafficanti e rimpatri.

È andata male ai socialisti europei anche perché, nel frattempo, è stato respinto il loro emendamento che contestava la decisione italiana di reintrodurre i controlli alle frontiere con la Spagna. Un emendamento che esprimeva “rammarico – si leggeva nel testo – per la decisione dell’Italia di introdurre controlli alle frontiere interne con la Spagna a partire dal primo agosto 2026 in risposta agli eventi di Ceuta, e per la successiva proroga di tali controlli fino al 16 settembre 2026”. Tutto inutile, dunque. L’Europa, guidata dai conservatori e dalla destra, ha scelto un’altra strada. Con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni, l’Eurocamera ha dunque approvato il testo sostenuto dal Ppe e dalle destre europee, bocciando la linea che avrebbe messo sotto accusa l’Italia. L’emendamento di Ecr, gruppo dei conservatori a cui aderisce anche Fratelli d’Italia, ha invece espresso “profonda preoccupazione per la politica di regolarizzazione su larga scala attuata dal governo del Presidente Pedro Sanchez, che funge da fattore di attrazione e invia un messaggio sbagliato ai potenziali migranti e alle reti criminali di traffico di esseri umani e sottolinea che l’ingresso irregolare non deve mai diventare una scorciatoia per ottenere la residenza legale”.

Insomma, una batosta non da poco per gli strenui difensori dell’immigrazione clandestina, quella che avviene in sfregio alle regole europee e quelle dei singoli Stati membri con continue violazioni delle loro frontiere. Riconoscendo, tra l’altro, la scelta italiana, del tutto legittima e in linea con il diritto europeo, di reintrodurre i controlli alle frontiere con la Spagna. “Il Parlamento europeo – ha commentato il deputato di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, responsabile dipartimento immigrazione del partito – boccia il “modello Sanchez” e mette nero su bianco che il maxi-condono del governo spagnolo verso oltre mezzo milione di immigrati irregolari è un fattore di attrazione per l’immigrazione clandestina verso l’Europa. È quello che Fratelli d’Italia sostiene da tempo. Bene ha fatto il governo italiano, davanti a ciò che stava accadendo a Ceuta, a decidere di sospendere Schengen ripristinando i controlli alla frontiera con la Spagna per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini. Grazie a Giorgia Meloni in Europa è tornato il buon senso: le sinistre che ci dipingevano soli e isolati sono rimaste le uniche a pensare che sia meglio subire l’immigrazione irregolare piuttosto che governarla. Noi abbiamo dimostrato che un altro modello è possibile. E – ha concluso – oggi l’Europa segue la direzione indicata dall’Italia: quella della difesa dei confini e della legalità”.

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