Una legge contro il fondamentalismo religioso. In un periodo storico dal forte inasprimento del contesto internazionale, con l’Europa troppo spesso facile bersaglio di chi, dall’esterno, tenta di minare i nostri valori e la nostra cultura con attentati che si moltiplicano in modo preoccupante, Fratelli d’Italia vuole difendere la Nazione da tutti quei comportamenti che contrastano i nostri principi, sociali, culturali e costituzionali. Un provvedimento che non riguarda soltanto il divieto del velo integrale, ma che va oltre, affrontando problemi come quello dei finanziamenti e della trasparenza delle organizzazioni religiose. E ancora matrimoni forzati, pratiche legate alla verginità, propaganda dell’odio religioso, riconoscibilità delle persone.
Prima firmataria della proposta è Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento Immigrazione del partito, che questa mattina al Tempo ha chiarito che “in Italia non deve esserci spazio per fanatismo, sharia e fondamentalismo islamico. Basta alle prediche d’odio, basta a chi vuole distruggere i nostri valori occidentali e a chi considera la donna un essere inferiore”. La proposta di legge a prima firma Kelany infatti mira a contrastare tutti quei fenomeni che mettono in discussione i principi costituzionali e favoriscono così la nascita di comunità troppo spesso separate, emarginate rispetto all’ordinamento italiano. Un pericolo, quello del separatismo religioso, il più delle volte di matrice islamistica, che già si è avuto in altri Paesi europei come Francia e Belgio e che va sicuramente evitato qui in Italia.
Un primo importante intervento riguarda il finanziamento degli edifici di culto e delle strutture religiose: le confessioni prive di concordato o intesa con lo Stato devono redigere bilanci completi e depositarli presso la Camera di commercio. I finanziamenti destinati a edifici e strutture religiose devono provenire soltanto da soggetti che non rappresentino una minaccia per la sicurezza dello Stato, con comunicazioni agli organi competenti circa donazioni, sovvenzioni, sponsorizzazioni e altre forme di contribuzione. “Le sinistre non vogliono vedere questa evidenza, che vi siano Stati esteri che finanziano moschee in Europa. E non lo fanno per carità, ma per creare i presupposti per la nascita di un Islam politico in Occidente” ha detto Kelany. Altro passo importante è quello sui matrimoni forzati, una piaga inaccettabile in un Paese occidentale e basato sullo Stato di diritto come il nostro: si aumentano così le pene quando la costrizione avviene anche facendo leva su precetti religiosi. Vengono inoltre introdotti due nuovi reati: l’esame finalizzato ad accertare la verginità e il rilascio di certificati di verginità, una pratica odioso che coinvolge non solo le famiglie dei promessi sposi, ma anche professionisti, come medici, che si prestano a una tale oscenità.
Ancora, viene rafforzato il divieto di coprire il volto nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, negli esercizi commerciali, nelle scuole, nelle università e negli uffici. La violazione sarebbe punita con arresto da uno a due anni e ammenda da 1.000 a 3.000 euro, con un aggravamento se il comportamento viene imposto a un minore: “È del tutto evidente come il burqa o il niqab presentino due problemi. Il primo è relativo ad una questione di sicurezza: io non posso sapere chi si nasconde dietro il velo. Ma va vietato anche per difendere i diritti delle donne, perché annientano la dignità delle donne. Non accettiamo l’islamizzazione forzata, non vogliamo – ha concluso Kelany – questa pratica medioevale”.



























