“Le audizioni odierne della Commissione Covid aggiungono nuovi elementi alla vicenda dei rapporti tra l’avvocato Luca Di Donna e Giuseppe Conte. I rappresentanti di Portobello Spa hanno riferito che Di Donna sarebbe stato presentato loro come collega dell’allora presidente del Consiglio Conte, con importanti relazioni istituzionali e la possibilità di favorire interlocuzioni con i vertici di Cassa Depositi e Prestiti. Portobello ottenne successivamente un finanziamento di 3,5 milioni di euro da Cdp, mentre ai procacciatori d’affari indicati nell’operazione, Di Donna e Lavori Riuniti Srl, furono riconosciuti 125mila euro oltre IVA. Sono circostanze che richiedono chiarimenti. Perché un avvocato privato, presentato come vicino all’ex premier, svolgeva attività di intermediazione per ottenere finanziamenti da un’istituzione controllata dallo Stato? E perché il nome di Conte compare ancora una volta nelle testimonianze relative alle attività di Di Donna? Non si tratta di accuse, ma domande precise che nascono da dichiarazioni rese sotto giuramento. E meritano risposte altrettanto precise”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, componente della Commissione Covid.




























