De Luca insulta Bonelli e tutta la sinistra: volano gli stracci nel campo largo

Tanti mesi di lavorio diplomatico – che nemmeno durante la Guerra Fredda – buttati al vento. Neppure il tempo di provare a mettere insieme i cocci del campo largo che, a sinistra, qualcuno ha già pensato bene di lanciarne altri. Stavolta è Vincenzo De Luca, l’ex governatore della Campania, a prendere di mira Angelo Bonelli, definito senza troppi giri di parole “portasfiga”, “salice piangente” e “mettimale”. Ma l’attuale sindaco di Salerno non si è fermato al leader dei Verdi: nel mirino è finito anche Giuseppe Conte, bollato come “Luciferino trasformista”. Sotto accusa anche il Partito democratico, colpevole di continuare a dare spazio a chi non avrebbe alcuna utilità politica. Insomma, il solito De Luca che ricorda quasi quello che in pandemia si scagliava contro chiunque nelle sue dirette social, trasmesse anche da alcune emittenti locali e finite – in verità – anche nelle tv estere, non certo come modello di virtù, ma per esaminare gli aspetti più folkloristici.

Vanno valutate, però, le parole di De Luca nel loro insieme: “Bonelli è il salice piangente della politica italiana. Perché, notoriamente, è un portaseccia in napoletano, un portasfiga in romanesco o, se vogliamo unire l’Italia e utilizzare Manzoni, un mettimale, uno scampaforca”. De Luca è senza freni: “Voi vi alzate la mattina, prendete un caffè, poi guardate la rassegna stampa: viene fuori Bonelli e il cielo si rabbuia. Bonelli è uno dei produttori di depressione nazionale. Così si presenta l’opposizione, con l’immagine di Bonelli. E dove vogliamo andare?”. Poi la sentenza: “Sarà dura nei prossimi mesi”. E al di là del lato comico, ne emerge uno abbastanza critico: De Luca che se la prende con un alleato senza nessuna motivazione particolare apparente. Senza nessun tipo di scrupolo. Senza nessuna remora. Come quando definì “stronza” Giorgia Meloni, quella volta in cui a capo della sua schiera di sindaci e amministratori locali decise di sfilare per Roma e arrivare in Parlamento per dire no all’autonomia differenziata.

A sinistra, però, se la sono presa eccome. Davanti a una così incalzante serie di insulti, Bonelli ha parlato. Contattato dal Corriere, ha dichiarato: “Davanti a tale violenza non so proprio come commentare. Cosa devo rispondere a una persona che mi ricopre di insulti sul piano personale? È il simbolo di una degenerazione che non è politica, ma culturale e umana. E De Luca la sta impersonificando al massimo”. Sull’ipotesi di una querela, ha risposto: “Viva tranquillamente nei suoi sproloqui. Nemmeno da destra ho mai ricevuto insulti di questo tenore”. Si è detto “sbigottito”. E questo – signore e signori – è lo stato attuale del campo largo. Anche perché non ci vogliono finissimi osservatori per rendersi conto che, alla diretta social dell’ex presidente De Luca, hanno reagito con dei mi piace anche esponenti del Pd, non solo campani. Nessun nome grosso, sia chiaro. Ma se il governatore dei lanciafiamme ha ricevuto qualche appoggio dalla famiglia dei dem, allora vuol dire che qualcuno al Nazareno, forse, non è proprio contentissimo delle alleanze. E c’era, d’altronde, da aspettarselo: il viaggio del campo largo non è iniziato sotto i buoni auspici. E continua così lungo una strada tortuosa.

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