“Sono appena intervenuto, in Commissione , per contestare al Governo l’abuso del termine ‘Resilienza’, utilizzato per denominare l’importante documento ‘Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e Resilienza’. Non sono certo un maestro dell’italiano ma trovo umiliante che un Esecutivo utilizzi un termine, tanto di moda, da non conoscerne il vero significato”, dichiara Salvatore Deidda, Deputato di ;

“Essere resilienti – secondo la definizione – significa aspettare passivamente che le cose spiacevoli passino e che i tempi ridiventino floridi. Rappresenta il desiderio che tutto ritorni com’era nel passato e non offre azioni da compiere per cambiare le cose nel presente. Nella resilienza non c’è l’idea di agire attivamente per affermare qualcosa in cui si crede, non c’è visione del futuro. Bisogna godersi edonisticamente la vita, subirne gli impatti momentanei e tornare poi identici a prima. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma chi ha redatto il documento in questione, conosce il vero significato del termine ‘Resilenzia’ o se ne è a conoscenza ammette, così, che la politica adottata dal Governo non è assolutamente di azione ma ampiamente passiva?”, è quanto dichiara il Deputato di , Salvatore Deidda.