“Il decreto Scuola approvato in Consiglio dei Ministri è un provvedimento pragmatico e di buonsenso che va nella direzione di favorire una vera integrazione. Il tetto al 30% di studenti per chi non sa l’italiano e lo stop all’uso del niqab e del burqa non sono altro che norme volte ad evitare le classi-ghetto e ad assimilare davvero gli studenti stranieri. Il decreto prevede però anche molto altro: dall’aumento dell’Isee per i libri allo stanziamento di 14 milioni per il fascicolo digitale. Bene poi la valorizzazione della lingua italiana, fondamentale strumento di integrazione per i ragazzi e le loro famiglie, le quali, in caso i figli abbiano gravi carenze linguistiche, dovranno intraprendere un percorso di apprendimento della lingua, col supporto dei servizi sociali. La scuola che vogliamo è una scuola dove regole, integrazione e cultura vanno di pari passo per formare cittadini consapevoli e dare a tutti le stesse occasioni di crescita”. Lo dice Grazia Di Maggio, deputato di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e Istruzione.



























