«L’Ocse quasi raddoppia le stime sulla crescita dell’economia italiana per il 2026, portandole dallo 0,5% allo 0,9%. È un dato di grande rilievo, soprattutto perché arriva in una fase segnata da gravi tensioni geopolitiche, che frenano i commerci internazionali e rendono più complesso l’approvvigionamento delle materie prime e dell’energia.”
Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini, e co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo.
“Il dato è particolarmente significativo se consideriamo che nei vent’anni precedenti al governo Meloni il tasso medio di crescita dell’economia italiana è stato dello 0,4%. Oggi, nonostante un quadro internazionale tutt’altro che favorevole, l’Italia dimostra una capacità di tenuta che viene riconosciuta anche dalle principali istituzioni economiche internazionali. Anche sul fronte dei conti pubblici i risultati sono significativi. In molti fanno finta di ignorare che il deficit è passato dall’8% del PIL nel 2022 al 3,1% nel 2025. Siamo ormai a ridosso della soglia europea del 3% e il percorso programmato dal Governo consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo nel 2027. I numeri diffusi oggi dall’Ocse e quelli sui conti pubblici confermano che l’Italia sta andando nella direzione giusta per garantire crescita e tenuta dei conti pubblici”, conclude Procaccini.



























