“Giù le mani dall’Eni!”, gridano i sinistri. Ai vari Fratoianni, Bonelli, Conte, Schlein, Renzi non va mai bene niente. Loro sì che hanno tutte le soluzioni. Ma vi rendete conto del livello a cui siamo arrivati? La benzina si muove un minimo e i prezzi si calmierano grazie all’efficace azione di moral suasion del Governo di Giorgia Meloni sull’amministratore delegato di Eni, Descalzi, e loro che fanno? Si stracciano le vesti e si arrabbiano gridando allo scandalo! E giù con la solita solfa fake della sinistra che continua a sventolare quel famoso video girato da Giorgia Meloni nel 2019, in un’epoca completamente diversa e senza alcuna crisi in corso, per accusarci del taglio delle accise.
La verità, che chi come me ha vissuto da candidato al Senato nel 2022 conosce bene avendo letto e studiato quel programma, è ben altra: basta andare a cercarlo online, il programma del 2022 del centrodestra è interamente consultabile e non prevedeva quella misura, proprio perché la guerra in Ucraina e la crisi energetica erano già scoppiate e avevano stravolto i mercati. Nessuno dice che il carburante non sia ancora caro, ma la verità che fa infuriare i tuttologi da salotto e i grillini è che speravano nel disastro e tifavano per il collasso. Basti pensare a cosa sarebbe successo se avessimo dato ascolto alle loro folli proteste di qualche anno fa contro il gasdotto TAP nel Salento: se fosse stato per loro, oggi a causa della crisi energetica globale ci ritroveremmo a pagare l’energia e il gas il doppio. Una crisi internazionale che non risparmia nessuno, basti pensare che negli Stati Uniti il prezzo della benzina è schizzato dai circa 2,81 dollari di inizio anno fino a superare quota 4,45 dollari al gallone.
Mentre il mondo intero affronta questa stangata e l’Italia raccoglie i frutti di infrastrutture che la sinistra voleva bloccare, il Governo interviene con misure concrete: un accordo con l’Eni, con l’auspicio di innescare un forte effetto domino anche su tutte le altre compagnie, e soprattutto il taglio del bollo auto. Un vantaggio reale e duraturo che resterà nelle tasche degli italiani anche quando, prima o poi, i prezzi della benzina torneranno a livelli accettabili. A meno che la sinistra se va al governo non lo vorrà reintrodurre. Alla fine la realtà è una sola: a loro non importa nulla del bene dei cittadini. Più la gente sta male, più loro godono e sperano che le cose vadano a rotoli, perché l’unico loro obiettivo è marciarci sopra per racimolare qualche voto in vista delle politiche dell’anno prossimo. D’altronde, guardando a questa sinistra italiana di oggi, viene da pensare che il nome sia un vestito cucito a misura per loro, visto che “sinistro” evoca da sempre qualcosa di nefasto e associato alla iella”.
Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.



























