Il Governo Meloni detiene il record, tra gli altri, di recupero dell’evasione. Un’intensa attività di prevenzione, compliance e contrasto all’evasione fiscale che ha portato a dei numeri importanti. Parliamo, nel solo 2025, di più di 36 miliardi di euro. In crescita sul 2024 dell’8,4% e sugli anni precedenti. Soprattutto sugli anni in cui governava Giuseppe Conte. Anzi, proprio con i suoi esecutivi, si registra l’unica flessione delle attività di recupero. Immaginate una bella curva in crescita, che però si ferma e si abbassa proprio nel periodo 2018-2021, per poi risalire nel 2022, anno in cui Giorgia Meloni è diventata premier. In pratica, non bastavano i danni erariali del Superbonus e le tantissime truffe targate Reddito di Cittadinanza: i grillini a Palazzo Chigi hanno segnato l’ultimo rallentamento nel recupero dell’evasione negli ultimi decenni.
A sentenziarlo non è un partito politico né qualcuno che possa essere tacciato di essere di parte. Sono semplicemente i dati contenuti nella relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva nel 2025 pubblicata dal ministero dell’Economia. Scrivono, infatti, gli uffici di via XX Settembre: “Si nota la continua e significativa crescita delle entrate (erariali e non erariali) derivanti dall’attività di promozione della compliance e prevenzione e contrasto dell’evasione, interrotta solo nel quadriennio 2018-2021 e oggi più che triplicata, in rapporto al prodotto, rispetto ai valori di inizio secolo”. In effetti, il dato sul recupero dell’evasione fiscale mostra una dinamica molto netta: nel 2017 il gettito proveniente da attività di recupero si attestava intorno all’1,5% del Pil. Nel 2018, primo anno di Conte a Palazzo Chigi, iniziò a scendere all’1,4%. La flessione proseguì a negli anni successivi, fino ad arrivare all’1% nel 2020 e nel 2021. È proprio il periodo nel quale si collocano i due governi guidati da Giuseppe Conte: il primo governo Conte è entrato in carica nel giugno 2018, mentre il secondo si è insediato nel settembre 2019.
Dal 2022 la tendenza torna invece a crescere: con l’arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, le attività di contrasto all’evasione dell’Agenzia delle Entrate hanno prodotto 17 miliardi di euro di incassi, contro i 12 miliardi del 2021. La crescita prosegue negli anni successivi: nel 2024 Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno fatto confluire nelle casse dello Stato 33,4 miliardi di euro, 2 miliardi in più rispetto al 2023. Il solo recupero fiscale dell’Agenzia delle Entrate è stato pari a 26,3 miliardi, con un aumento del 6,5%. Il dato del 2025 segna un ulteriore salto in avanti: le due Agenzie hanno recuperato complessivamente 36,2 miliardi di euro, 2,8 miliardi in più rispetto al 2024, pari a una crescita dell’8,4%. È il risultato più elevato mai registrato. Dei 36,2 miliardi, 29 miliardi derivano direttamente dalle attività di contrasto all’evasione fiscale, mentre altri 7,2 miliardi sono stati recuperati da Agenzia delle Entrate-Riscossione per conto di altri enti. Importante anche il confronto con il 2022: rispetto ai 25,2 miliardi complessivi recuperati allora, il dato del 2025 rappresenta un incremento di oltre il 43%. Se si considera il triennio 2023-2025, il recupero complessivo ha superato i 100 miliardi di euro. Coincidenze? No, soltanto il frutto di un’attività più intensa e nello stesso più garantista nei confronti del cittadino e del contribuente. E così, il confronto con il Governo Conte diventa senz’altro impetuoso.



























