“Le parole del sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, riportano al centro della vicenda una questione che non può essere elusa: il benessere dei tre bambini. Se, come riferisce il primo cittadino, già nei mesi successivi all’ordinanza del novembre 2025 erano state affrontate e risolte diverse delle criticità iniziali – dalla disponibilità della casa alla scolarizzazione, fino alle visite mediche e alla nomina del pediatra – è legittimo domandarsi perché il processo di ricongiungimento non sia stato organizzato con tempi maggiormente coerenti con le esigenze dei minori. Colpisce, in particolare, la descrizione di un percorso nel quale i bambini rischiano di essere sottoposti a continui spostamenti e passaggi tra ambienti diversi, proprio mentre dovrebbero essere accompagnati con la massima gradualità e stabilità. I bambini non sono “scatole” da trasferire da un luogo all’altro: sono esseri umani che hanno bisogno di certezze, continuità, relazioni e di un ambiente il più possibile sereno.
Ancora più significativa appare la questione scolastica. Se esisteva, come sostiene il sindaco, la possibilità di frequentare una scuola a pochi metri dall’abitazione messa a disposizione dal Comune, con classi numericamente ridotte e insegnanti e compagni già conosciuti, è impossibile comprendere perché questa soluzione non sia stata considerata. Magistratura, servizi e istituzioni hanno ruoli diversi e autonomi, ma un unico punto di riferimento: il superiore interesse del minore. Quando questo interesse rischia di rimanere schiacciato tra tempi amministrativi, prescrizioni e passaggi procedurali, è necessario avere il coraggio di fermarsi e chiedersi se il sistema stia davvero proteggendo quei bambini o se, paradossalmente, li stia sottoponendo a ulteriori torture emotive. E davanti a tre bambini, la burocrazia non può venire prima della loro vita”.
Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del Dipartimento Tutela Vittime del partito.




























