“Il caso di Sanremo pone ancora una volta una questione sulla quale non possiamo permetterci ambiguità: quando una donna denuncia e chiede aiuto, dobbiamo essere certi che gli strumenti previsti dalla legge riescano concretamente a proteggerla. Il Parlamento in questi anni ha rafforzato il Codice Rosso e gli strumenti di prevenzione e protezione. Lo abbiamo fatto proprio perché sappiamo che troppo spesso, prima di un femminicidio, ci sono denunce, minacce, stalking, violazioni e comportamenti che rappresentano segnali da non sottovalutare. Il Codice Rosso funziona, ma le leggi devono essere applicate nei tempi e con le misure adeguate alla situazione concreta. Possiamo approvare norme sempre più severe, ma una legge è realmente efficace soltanto se alla denuncia segue una protezione tempestiva e proporzionata al pericolo. Poi, la magistratura deve fare il suo lavoro. Da componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio credo che, davanti a vicende come questa, sia doveroso fare una riflessione sul fatto che, buone leggi e solerte intervento delle forze dell’ordine non sono abbastanza se poi la magistratura non applica le norme esistenti con la stessa efficacia”.
Lo dichiara il deputato di Fratelli D’Italia Cristina Almici, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.



























