“Finalmente approvata dalla Camera la proposta di legge Meloni sull’equo compenso delle prestazioni professionali”

“Erano ormai anni, sin dal Decreto Bersani del 2006 che i professionisti iscritti ad Albi o Ordini professionali reclamavano una legge che permettesse agli stessi di avere un equo compenso sulla propria attività”. A dirlo è il Deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Toscana, On.le Fabrizio Rossi.

“La proposta di Legge appena approvata alla Camera dei Deputati sull’equo compenso, prima firmataria Giorgia Meloni – dice On.le Fabrizio Rossi – permetterà ai tantissimi liberi professionisti come avvocati, ingegneri, architetti, e quant’altro, in special modo anche i giovani, di intraprendere la propria libera professione con più fiducia e aspettative migliori, seguendo un percorso lavorativo serio, che non punti al ribasso come spesso purtroppo accade, ma al contrario che valorizzi la dignità delle professioni”.

“Per quanto riguarda il contenuto, – spiega l’On.le Rossi – l’Atto si compone di 13 articoli e interviene sulla disciplina in materia di equo compenso delle prestazioni professionali rese nei confronti di particolari categorie di imprese, con la finalità di rafforzare la tutela del professionista e porre rimedio a situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali tra i professionisti e i clienti cosiddetti “forti”.

“L’articolo 1 – prosegue il deputato di FdI – contiene la definizione di equo compenso. A tale riguardo è specificato che il compenso, per essere considerato equo, deve essere proporzionato alla quantità e qualità del svolto e al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai parametri stabiliti per la determinazione dei compensi”.

“Sempre riguardo alla proposta di Legge, – prosegue Rossi – l’articolo 3 stabilisce la nullità delle clausole che non prevedono un compenso equo e proporzionato per lo svolgimento di attività professionali, anche con riguardo ai costi sostenuti dal prestatore d’opera e nulle sono le pattuizioni di un compenso inferiore agli importi stabiliti in base ai parametri per la liquidazione dei compensi. Inoltre, si prevede la nullità delle pattuizioni che vietino al professionista di pretendere acconti nel corso della prestazione o che impongono l’anticipazione di spese o che, comunque, attribuiscono al committente o cliente vantaggi sproporzionati rispetto alla quantità e alla qualità del svolto o del servizio reso. Altresì, all’art. 7, viene data efficacia esecutiva ai pareri di congruità dell’ordine sulle notule, al fine di facilitare il recupero dei crediti professionali”.

“Finalmente, dopo tanti anni è stata scritta la parola fine alle storture per le professioni. Questo è uno dei primi passi messi in atto, per poi lavorare a una vera riforma organica complessiva che abbracci tutto il mondo delle professioni”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi.

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