Finanza, Giorgianni (FdI): la legalità deve diventare un vantaggio concreto per le imprese, rafforzare i meccanismi premiali

“La legalità non può essere considerata soltanto un insieme di regole da rispettare: deve diventare un valore riconosciuto e, soprattutto, concretamente premiato. È questo uno dei principali messaggi emersi dal confronto di oggi sul rating di legalità”. Lo dichiara Letizia Giorgianni, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio, promotrice e organizzatrice, insieme all’Associazione Nazionale Finanzialisti e a ItaliaOggi, del convegno “Il Rating di Legalità – Linguaggio comune tra PA, banche ed imprese”, svoltosi questa mattina alla Camera.

“È stato un confronto di alto livello, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del mondo bancario e delle professioni, offrendo punti di vista diversi ma complementari. Tra gli interventi, quello di Francesco Caringella, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, di Guido Rispoli, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia, dell’avvocato Alessandro Parrotta, esperto di diritto penale dell’economia e di responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, e dell’avvocato Letizia Vescovini, specializzata in diritto bancario e degli investimenti finanziari. Il rating di legalità è uno strumento importante ma ancora troppo poco conosciuto e utilizzato rispetto alle sue potenzialità. Dobbiamo lavorare perché un numero sempre maggiore di imprese comprenda che investire nella trasparenza, nei controlli, nella correttezza e nell’affidabilità non rappresenta soltanto un costo o un adempimento, ma può diventare un elemento distintivo e un vero valore competitivo”.

Secondo Giorgianni, uno dei temi centrali emersi dal confronto riguarda proprio la premialità: “Se chiediamo a un imprenditore di investire tempo, risorse e responsabilità per dotarsi di sistemi efficaci di controllo e per operare secondo standard elevati di legalità, dobbiamo essere capaci di riconoscere quello sforzo. Occorre quindi ragionare su un ampliamento dei meccanismi premiali connessi al rating, affinché alle imprese virtuose corrispondano benefici concreti e realmente percepibili”. “Un’altra riflessione – aggiunge – riguarda il percorso di aggiornamento della disciplina della responsabilità degli enti e del decreto legislativo 231 del 2001.

È importante che il percorso di revisione possa procedere tenendo conto anche delle indicazioni e delle esigenze che emergono dal mondo delle imprese, dei professionisti e degli operatori”. Giorgianni richiama poi il tema del recupero delle risorse derivanti dal contrasto all’illegalità: “Credo sia opportuno aprire una riflessione anche sulla destinazione delle risorse recuperate dallo Stato. Una quota potrebbe contribuire a rafforzare concretamente il sistema della giustizia, attraverso maggiori investimenti nei tribunali, nel personale e nella digitalizzazione. Le risorse sottratte all’illegalità possono così tornare a finanziare e rafforzare la legalità”.

Infine, il tema della giustizia del credito: “Un sistema del credito più trasparente, rapido e capace di riconoscere le imprese sane e affidabili conviene a tutti. Conviene alle imprese virtuose, che possono vedere riconosciuta più facilmente la propria affidabilità; conviene alle banche, che dispongono di ulteriori elementi per valutare il merito di credito; conviene all’intero sistema economico, perché aumenta la fiducia e riduce le asimmetrie informative. Il convegno di oggi – conclude Giorgianni – non voleva quindi limitarsi a fotografare uno strumento esistente, ma contribuire a costruirne l’evoluzione. Il rating di legalità può diventare sempre di più un vero linguaggio comune tra pubblica amministrazione, banche e imprese. La sfida è fare in modo che essere un’impresa corretta e virtuosa non sia soltanto un dovere, ma costituisca anche un valore riconosciuto e premiato dal sistema”.

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