“La legge approvata oggi dal Consiglio regionale del Veneto non è un semplice passaggio legislativo, ma uno strappo grave e inaccettabile ai danni della dignità umana. Ha perso il Veneto e ha perso la responsabilità politica: su temi che toccano le corde sacre dell’etica e i diritti indisponibili dell’uomo, non sono ammessi colpi di mano da parte di maggioranze territoriali in cerca di bandierine ideologiche. Siamo di fronte a un attacco ai principi fondamentali di civiltà. Avallare soluzioni che facilitano la rinuncia alla vita significa arrendersi dinanzi al dolore e lanciare un messaggio devastante sul valore della dignità umana, che non deve mai essere condizionata dallo stato di fragilità o di malattia. Legiferare sulle modalità organizzative e amministrative dell’aiuto ad un paziente a togliersi la vita significa avvalorare il suicidio. Significa complicità. Fratelli d’Italia ha mantenuto con coerenza una linea di fermezza istituzionale e morale, esprimendo voto contrario e ribadendo che per noi l’unica alternativa percorribile resta il potenziamento delle cure palliative, dell’assistenza domiciliare, degli hospice e delle terapie del dolore. Un ringraziamento va al Capogruppo di FDI Claudio Borgia, agli assessori e consiglieri regionali di FDI per aver difeso con determinazione il principio secondo cui la vita va difesa sempre, senza compromessi”.
Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Maddalena Morgante, Responsabile nazionale del dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili di Fdl





























Non è così.
Ciascuno è padrone della propria vita.
La mia vita non è di Dio dello Stao o di chicchessia. La mia via è mia, e solo io posso decidere se continuarla o meno.
Sarebbe ora di tagliare la dipendenza ideologica dal fanatismo religioso.
Che poi la questione sia complessa è fuori di dubbio, perchè l’assistenza pubblica ad una persona che non intende più vivere non può essere di copertura alla soppressione della una vita di chi invece vuole continuare a vivere, ma non può nascondersi dietro a ideologie illiberali.
Mi ricordo quando ero militare. Se un soldato tentava il suicidio e non ci riusciva, perché sopravviveva, era incriminato per lesioni all’esercito.
Ci possiamo liberare da questa soggezione al Vaticano?
Con affetto
Alessandro