“La riduzione dal 35 al 33% della seconda aliquota Irpef per i redditi tra 28mila e 50mila euro è già realtà e vale circa 2,9 miliardi nel solo 2026. È un intervento concreto che si inserisce nel percorso di alleggerimento del carico fiscale sul lavoro avviato dal Governo Meloni. Non cala l’attenzione verso il ceto medio, quella fascia di contribuenti che sostiene una parte rilevantissima del gettito e che spesso resta fuori dalle misure di sostegno. Nel dibattito sulla prossima manovra è quindi naturale che si ragioni sull’ampliamento della fascia interessata dal 33%, compatibilmente con le coperture e con gli equilibri di finanza pubblica. La direzione è chiara: ogni spazio disponibile deve essere utilizzato per rendere il sistema fiscale più favorevole al lavoro e alla crescita”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5ª Commissione Bilancio.



























