Arriva dall’estero l’ennesima conferma della salute dell’economia italiana. Protagonista ancora una volta Fitch, l’agenzia di rating statunitense che solo pochi giorni fa aveva confermato l’outlook stabile e il rating BBB+ per Roma. Ora, la novità: Fitch ha rivisto in crescita il Pil italiano, passando dalle previsioni dello 0,6% all’1%. Quattro punti decimali di revisione contenuti nel Global Economic Outlook, con cui si decreta che l’economia mondiale sta reggendo in maniera positiva l’urto subito dallo scoppio del conflitto tra Iran e Usa. E in particolare l’Italia, con un Pil reputato in crescita rispetto alle previsioni di soltanto pochi mesi fa.
È una notizia, insomma, positiva. Perché la revisione al rialzo del Pil indica che Fitch vede per l’Italia una crescita economica più solida rispetto a quanto stimato in precedenza, alcune settimane fa. E questo inevitabilmente si traduce in aspettative più favorevoli in quanto ad attività produttiva, sostenuta da consumi e investimenti. Un’economia che così può favorire anche l’occupazione e generare maggiori entrate per lo Stato, rendendo il nostro mercato più appetibile anche agli occhi degli investitori stranieri, che possono così contare su un’economia più solida e più sicura.
A sostenere la crescita italiana, del resto, sono stati proprio gli investimenti: secondo Fitch, infatti, la revisione viene motivata dall’aumento degli interventi di opere pubbliche, rimasti resilienti anche grazie ai progetti finanziati dall’Unione europea. Un’Italia dunque che sa investire e che riesce anche a reggere, in maniera migliore del previsto, lo shock energetico che ha colpito tutta l’Europa. Questo, infatti, è l’ulteriore elemento preso in considerazione dall’agenzia di rating: l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, infatti, è stato finora più contenuto di quanto previsto. Secondo Fitch, l’economia globale ha mostrato una maggiore capacità di resistere all’aumento dei costi energetici e anche l’Eurozona ha mantenuto una buona tenuta. Consumi, produzione e investimenti hanno quindi risentito dello shock meno del previsto, un quadro che ha contribuito alla revisione delle prospettive di crescita, anche per l’Italia.
Ha accolto positivamente la notizia Adolfo Urso, il ministro delle Imprese e del Made in Italy: “Bene il rialzo stime di Fitch, superiore alle aspettative. L’Italia cresce malgrado i conflitti, smentiti i profeti di sventure”. L’agenzia, del resto, indica proprio la solidità degli investimenti uno dei motivi principali della revisione: una certificazione della capacità del governo di affrontare un periodo complesso, segnato da guerre, tensioni sui mercati e aumento dei costi energetici che hanno attentato la crescita. A tutto ciò si aggiungano altri dati importanti, come lo sforamento di appena un punto decimale della soglia del 3% in fatto di rapporto deficit/Pil, sforamento dovuto soltanto dai costi aggiuntivi del Superbonus. E solo pochi giorni fa, proprio Fitch ha confermato il rating dell’Italia a BBB+, con outlook stabile, riconoscendo la solidità del Paese nonostante l’instabilità internazionale. Valutando positivamente alcuni fattori fondamentali, come la stabilità politica, la resilienza dell’economia e il miglioramento dei conti pubblici.
Numeri che raccontano dunque un’Italia, guidata dal Governo Meloni, capace di affrontare le difficoltà, mantenere la rotta e continuare a crescere, nonostante un contesto internazionale ancora segnato da profonde incertezze.




























