Francia e Spagna in crisi, Italia in salute: la sinistra invoca le proteste (invano)

Vorrebbero che l’Italia fosse nelle condizioni di Francia e Spagna, dove le proteste contro gli esecutivi in carica non si placano affatto. Eppure, c’è una differenza sostanziale: in Francia la popolazione è stanca perché Parigi vive una crisi senza precedenti, soprattutto a livello economico, dove si soffre per il deficit e il debito pubblico; in Spagna, la gestione dell’immigrazione e il disagio abitativo hanno cacciato via dal governo Pedro Sanchez, costretto a rassegnare le proprie dimissioni anticipate richiamando i cittadini alle urne il prossimo 29 novembre. In Italia, invece, malgrado le difficoltà economiche dovuto all’inasprimento della crisi internazionale, il Governo c’è, è stabile ed è presente. E lo si percepisce: anche soltanto prendendo in considerazione gli ultimi due grandi provvedimenti, abolizione del bollo auto e tetto ai prezzi dei carburanti, i cittadini sentono che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha la concreta intenzione di intervenire sui maggiori problemi delle ultime settimane.

A sinistra, tutto ciò, fanno fatica ad ammetterlo. Si pensi, ad esempio, alle parole pronunciate dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, in trasferta a Oslo, al Comitato esecutivo della Confederazione Europea dei Sindacati: “La paura e l’insicurezza che esistono tra le persone favoriscono anche la logica della destra e il modo con cui si vogliono affrontare questi problemi. Per questa ragione, io penso che sia importante pensare anche a come si unificano le iniziative e le lotte che nei singoli Paesi stanno venendo avanti”. Il riferimento è chiaro: “Penso a quello che sta succedendo in questi giorni in Francia e in Spagna. Penso alle mobilitazioni che in Germania, nel mese di settembre, sono state messe in campo. Penso alle altre mobilitazioni anche nel nostro Paese”. Simile, ma incentrato sul tema della casa, è il discorso tenuto da Ilaria Salis al Parlamento europeo nelle ultime ore: “Sono un simbolo di lotta che speriamo di sentire in tutta Europa” ha detto, riferendosi alle chiavi che teneva in mano facendole oscillare. “Mentre milioni di persone si ammazzano di lavoro per pagare affitto e mutuo – ha aggiunto – ci sono pochi privilegiati che vivono di rendita senza lavorare. Basta con la rendita parassitaria”.

Eppure, per quanto si cerchi di denigrare l’Italia, Roma riesce a rispondere meglio dei suoi partner. E a sentenziarlo oggi non è alcun esponente politico ma Marco Fortis, docente di economia industriale alla Cattolica di Milano. Su ItaliaOggi si legge chiaramente: “L’Italia nel suo complesso sta meglio della Spagna e anche della Francia”. Secondo Fortis, la situazione economica italiana è meno preoccupante di quanto possa apparire e, soprattutto, migliore rispetto a quella di Francia e Spagna: nonostante l’inflazione, ad esempio, i consumi delle famiglie italiane continuano a crescere, grazie soprattutto all’aumento dell’occupazione e all’utilizzo dei risparmi. Il confronto con la Spagna è significativo: la crescita del Pil spagnolo dipende in larga misura dall’aumento della popolazione, soprattutto immigrata, ma con il problema casa che grava soprattutto sulle fasce più deboli. Ancora più fragile appare la Francia, alle prese con un deficit superiore al 5% del Pil, una bilancia commerciale negativa e una pesante posizione debitoria verso l’estero. L’Italia, invece, gode di una bilancia commerciale positiva e conti più solidi. E se anche economisti ed esperti riconoscono una certa salute dell’economia italiana, specie a confronto con grandi Paesi oggi in difficoltà, altro che proteste: per la sinistra non resterà più alcun argomento da campagna elettorale.

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