mercoledì, Maggio 19, 2021

Giorgia Meloni in piedi tra le macerie politiche della crisi

Se non puoi convincerli, confondili. Potrebbe essere il mantra del M5S in queste ore. Potrebbero aver già deciso da giorni che la sorte di questa calda di governo è ricomporre il governo gialloverde. Ma è un’ipotesi (perché solo di ipotesi si può parlare, dato che più che all’analisi di strategie politiche questa ci porta alla psicoanalisi): il vero ostacolo da superare, dunque, sarebbe comunicarlo all’esterno -e quindi anche al Presidente della Repubblica- senza rischiare di mandare all’aria quel briciolo di dignità che ormai sopravvive e per limitare le reazioni dell’opinione pubblica. Perché se è vero che i Cinquestelle per anni hanno ricoperto di insulti il Pd, è vero anche che nelle ultime settimane non hanno risparmiato l’ex alleato di governo.
C’è però che l’ipotesi di un governo giallorosso è sgradita ad una larga parte della base grillina e lo si evince dai commenti che stanno affollando le pagine ufficiali di Di Maio, del Movimento e dell’uomo-pedina Di Battista, chiedendo un ritorno al governo gialloverde e ribadendo il “mai col Pd”.

Ma ci sarebbe iI comportamento politico da analizzare: i vertici del Movimento sono impegnati a creare confusione giocando al rialzo col Pd. ha incontrato , si era partiti con la necessità di accordarsi sul primo punto del decalogo (il meglio detto “Libro dei sogni”), ossia il taglio dei parlamentari, si è finiti a cena col discutere di poltrone e posizionamenti.
La situazione interna ai potenziali nuovi alleati è frammentata e confusa: contro Gentiloni, richiesta di un Conte-bis, Gentiloni commissario UE (poi prontamente smentita da fonti Pd) in serata, tutti dicono tutto e il contrario di tutto. Il Pd, dalla sua, è frammentato tra -appunto- e Gentiloni che vanno a sommarsi alla frattura con ; il M5S con un Di Battista favorevole al ritorno di o elezioni subito (non per ridare voce agli ma per toglierla a Di Maio, definitivamente), con un Grillo sempre più vicino a e con un Di Maio vestito da democristiano affamato di leadership, consapevole che solo la riedizione del governo gialloverde può conferirgliela.

In realtà tutto fa pensare che il M5S stia solo scegliendo la strategia d’uscita tra due possibili: o sfruttando la interna al Pd (potenziale citazione: “Abbiamo discusso a lungo e, sebbene ci fosse qualche punto in comune che faceva ben sperare in una fattiva collaborazione, in questo momento la interna al Pd non è il presupposto utile alla formazione di un nuovo governo: il Paese ha bisogno di una rappresentanza solida e limpida e il Partito Democratico in questo momento è spaccato, non ha le idee chiare e non è garanzia per il Paese”), o scaricando la responsabilità sulla base attraverso la piattaforma Rousseau -mai citata in queste settimane di - con un esito che quindi possiamo immaginare. Scurdàmmoce ‘o passato e via alla nuova composizione del governo gialloverde, con nuovi uomini e sempre “per il bene del Paese”.

A cosa sarà servita questa ? A far emergere le spaccature in tutti i partiti, a frammentarli ulteriormente ma soprattutto a chiarire i posizionamenti di tutte le parti in causa: sappiamo che si sta preparando ad una carriera nuova con la creazione di un nuovo contenitore di cui sarà titolare e con cui si presenterà alle prossime competizioni elettorali, seguito forse da tutta la truppa parlamentare; potrà restare dov’è senza il timore di essere scalzato -dopo essersi fatto scalzare- ma probabilmente senza alcuna bandiera in Parlamento; Di Maio, Di Battista e Grillo disposti a snaturarsi, svendersi, prostituirsi e accoltellarsi alle spalle pur di acquisire potere; Berlusconi in bilico tra la lucidità della Bernini e l’opaca nostalgia del Patto del Nazareno; Giorgia in piedi tra le macerie politiche, ferma nelle posizioni lì dov’era all’indomani del voto a marzo 2018 e in costante nel consenso, premiata dalla chiarezza che solo Fratelli d’Italia ha avuto in questo scenario circense. ? Speriamo che se la cavi.

Francesca Avena
Francesca Avena, classe 1986, nata e cresciuta in Basilicata, rinata e ricresciuta in Puglia. Giornalista, appassionata di politica e di casi -talvolta umani, talaltra di cronaca- irrisolti. Amante, praticante e vittima dell' mediterranea, in eterno desiderio di scoperta delle tradizioni culinarie extra-meridione d'Italia. Tradizionalista, conservatrice e Diopatriafamiglista, con l'ambizione al radicamento e con la tendenza alla ramificazione. Paziente osservatrice della natura degli umani, dell'ambiente e degli ambienti; intrapresa di recente la buona pratica di scambio di energia (negativa convertita in positiva) in posti disabitati dagli umani e fitti di alberi, vegetazione, acqua sorgente. Romantica e ribelle, come padre mare pugliese e madre terra brulla lucana. Lucida e razionale per definizione propria, stakanovista e crumira per definizione altrui. di ufficio stampa politico.
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