Guai per Fico: assessore dichiarato irregolare. Ora è a rischio la Giunta

Guai in vista per Roberto Fico. A nemmeno un anno dal suo insediamento come presidente della Regione Campania, scoppia già il primo caso sulla sua Giunta. Un caso politico e tecnico allo stesso tempo: il Viminale ha dichiarato irregolare la nomina di un suo assessore. Si tratta di Vincenzo Cuomo, ormai ex sindaco di Portici, che l’ex presidente della Camera ha chiamato a sé come assessore con deleghe al Governo del territorio e al Patrimonio. La contestazione è dovuta a un fatto alquanto banale e insolito al contempo: Cuomo non si è dimesso con effetto immediato dal ruolo di sindaco di Portici, che ha ricoperto fino al momento della sua nomina ad assessore. Un caso sollevato dall’interrogazione parlamentare del senatore di Fratelli d’Italia, Sergio Rastrelli, che ha evidenziato come, in realtà, le dimissioni dal ruolo di sindaco diventino effettive soltanto trascorsi 20 giorni, come previsto dall’articolo 53, comma 3, del Testo unico degli enti locali (TUEL).

Ed ecco che la frittata è fatta. Sarebbe bastato aspettare quei venti giorni previsti dalla legge. Ma Fico ha tentato la forzatura, forse consapevolmente (ovviando, da uomo delle Istituzioni, a un vincolo legislativo), forse inconsapevolmente (un’ignoranza non scusabile per un ex presidente della Camera). In ogni caso, il Ministero dell’Interno, accogliendo i rilievi di Rastrelli, ha dichiarato non perfezionabile la nomina di Cuomo: “Nonostante tali insanabili irregolarità, peraltro immediatamente denunciate, fossero palesi ed evidenti già sotto il profilo documentale, né il presidente dell’assemblea regionale Manfredi né il presidente della Giunta Fico hanno sinora ritenuto di intervenire”, ha commentato Rastrelli.

Il parlamentare ha ricordato, però, un altro problema, probabilmente di maggiore gravità: ora il caso, infatti, ruota intorno a tutti gli atti deliberati dalla Giunta Fico con il voto di un assessore dichiarato incompatibile. “Nell’arco dei suoi primi mesi di attività – ha spiegato in merito Rastrelli –, la Giunta presieduta dall’onorevole Fico ha quindi operato scelte politiche, varato delibere, emesso provvedimenti e deliberato impegni di spesa in presenza e di concerto con un membro di Giunta, nominato assessore in palese violazione di legge. Ho pertanto invitato e diffidato il presidente del Consiglio regionale a voler attivare le procedure per la decadenza immediata dalla carica di assessore regionale di Vincenzo Cuomo. Nel contempo, ho invitato le Presidenze del Consiglio e della Giunta Regionale a sottoporre a controllo di legalità e di regolarità formale tutti gli atti amministrativi assunti con e dall’assessore Cuomo”. Tra questi, ovviamente, figurerebbe anche il Bilancio che, tra le altre cose, era già stato approvato in ritardo, tanto che la Regione Campania ha iniziato il 2026 in esercizio provvisorio.

Insomma, una nuova gatta da pelare per la sinistra in Campania. Dopo i casi di scioglimento di tanti Comuni amministrati dal centrosinistra per infiltrazioni mafiose, le lungaggini nell’approvazione del Bilancio, i ritardi negli interventi nei Campi Flegrei, le scaramucce tra alleati in un campo largo che si conferma essere litigioso, ora si aggiungono anche i problemi di carattere procedimentale. A ciò si aggiunge un’altra questione: quale sarà – se ci sarà – il nome che subentrerà a Cuomo? In una coalizione così variegata, dove è stato già difficile trovare un equilibrio iniziale, ogni nuovo problema può essere motivo di discordia. Ora si misureranno davvero le capacità di Fico come leader e amministratore. Capacità che, almeno finora, sono apparse insufficienti.

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