Il dramma dei figli del turismo sessuale

Ha 10 anni, e non passa giorno che non vada a letto con quel senso di fame che ha perenne. Vive con la nonna e due cugine della stessa età in una baracca di lamiera lungo in fiume, senza servizi igienici, senza un focolare, solo 4 mura d’argilla e un tetto di lamiera ondulata. Durante il periodo dei monsoni il pavimento si trasforma in uno strato di fango alto oltre 10 centimetri, mentre per il resto del tempo è polvere che si infila ovunque, negli occhi e nel naso. Eppure è una bimba molto bella, come solo sanno essere le figlie di due razze diverse: occhi lievemente a mandorla ma di un bel celeste chiaro, pelle ambrata e capelli castani con riflessi dorati. Non va a scuola, e nessuno si preoccupa che lo faccia. Sua madre vive di prostituzione e, molto presto, immancabilmente, anche lei la seguirà su quella strada visto che scelte diverse non sembra proprio che ci siano.
Eppure, in tutto questo dramma, la bambina sa che da qualche parte, nella lontana Inghilterra, vive una vita completamente diversa l’uomo che con sua madre l’ha messa al mondo. Di lui sa solo il nome di battesimo, che nel suo caso vuol dire non sapere nulla. Sua nonna, 61 anni, vorrebbe tanto che la bambina studiasse, che non finisse in strada o nei bar come è accaduto a sua figlia, ma sente anche che presto arriverà la sua ora, e non sa proprio come cambiare un destino che sembra ineluttabile. E lei, la bambina, vorrebbe conoscerlo questo padre lontano? Se glielo chiedi lei annuisce. Se le domandi cosa vorrebbe sapere di lui, non si ferma più, parla, racconta, immagina. Nel suo immaginario quel padre inglese ed “esotico” è un po’ come il Principe Azzurro per le nostre ragazzine, quello che ti porterà a vivere una vita per sempre felice in uno splendido castello.
Nei bassifondi di Angeles City, Filippine, di bambini frutto del turismo sessuale ce n’è uno stuolo, e sono di tutti i tipi. Pelle chiara, nera, tratti coreani, caucasici, capelli neri o rossi, gretti o liscissimi. Per lo più vivono nel posto peggiore della città, piccoli territori incastonati in discariche a cielo aperto, luoghi fatti di odori pungenti, completamente privi di presidi sanitari, dove le donne troppo anziane per prostituirsi sbarcano il lunario raccogliendo plastica o metallo nelle discariche. Gli uomini passano il tempo e giocano d’azzardo con i combattimenti di galli cortili, gli uccelli combattono fino alla morte. È illegale, ma lo è anche la prostituzione. Tanto non gliene frega niente a nessuno.
Da queste parti sono pochi gli uomini che lavorano, e quelli che lo fanno sono tutti impegnati come operai edili per la costruzione di grandi alberghi che ospiteranno altri uomini provenienti da tutto il mondo, che verranno qui per il loro viaggetto a sfondo sessuale, per possedere qualche ragazzina, e lasciare altri bambini dietro di sé. Una vergogna che va avanti almeno da tre generazioni, e che non sembra per ora destinata a finire. Naturalmente, Angeles City, a un centinaio di chilometri da Manila, non è l’unico posto in Asia dove esiste e prospera questo fenomeno. E’ solo un esempio anche se molto azzeccato perché come recita lo slogan che presenta Angeles City sui social e sui gruppi dedicati al turismo: “Se vieni qui non puoi fare a meno di essere scopato”.
La “specialità della casa” è “la fidanzata esperta”: ti presentano una donna e, se ti piace, puoi scegliere di farne la tua fidanzata per un periodo che stabilirai tu stesso, un giorno, ma anche un mese o più, dipende dal tempo, dalla voglia e dai soldi che hai. Con la ragazza, poi, ti puoi comportare come credi, puoi portarla in vacanza in qualche lussuoso resort lontano da Angeles City, o semplicemente tenerla in camera nel tuo albergo, per farci sesso quando ne hai voglia. Il caso del padre della nostra bambina è stato questo. Ha avuto dei periodi diversi con una prostituta che, dice, gli piaceva molto. Poi lei li ha comunicato di essere incinta, e lui ha smesso di vederla. “Le ho detto che avevo pagato per il sesso: era colpa sua se aspettava un bambino. Non c’era da parte mia nessuna responsabilità”, ha sostenuto l’uomo.
Secondo il dipartimento locale del turismo, oltre 4,7 milioni di stranieri arrivano ogni anno nelle Filippine. Di questi, 1,2 milioni sono uomini attempati che viaggiano da soli. I più numerosi sono turisti provenienti da Corea, Stati Uniti, Cina e Australia. Il Regno Unito è al nono posto nella lista, seguito da vicino da altri paesi europei. Nel 2011, l’allora ambasciatore statunitense nelle Filippine, Harry Thomas, ha dichiarato in una conferenza che il 40% dei turisti maschi visitava il paese solo per sesso. Se minorile, poi, anche meglio.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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