Il mondo conservatore sceglie Roma, arriva il CPAC Italia: “Grande rispetto per Meloni”

Roma si prepara ad accogliere per la prima volta il CPAC – Conservative Political Action Conference -, uno degli appuntamenti più importanti del mondo conservatore internazionale. Una presenza che segna un passaggio significativo nel rapporto tra la destra italiana, il conservatorismo europeo e quello americano e che porta nella Capitale una rete politica costruita negli Stati Uniti e ormai capace di riunire esponenti, leader e protagonisti del dibattito conservatore da diverse parti del mondo. Ribadendo, così, la centralità italiana all’interno del mondo conservatore e il peso politico ormai riconosciuto di Giorgia Meloni e del suo Governo nei consessi internazionali.

Si è tenuta questa mattina, nella sede di Nazione Futura, la presentazione dell’appuntamento, che si terrà dopo le prossime politiche, nel 2027. “L’arrivo del CPAC in Italia è una notizia senza dubbio molto importante – ha detto ai nostri microfoni Francesco Giubilei, editore e fondatore di Nazione Futura – perché testimonia come i conservatori americani e i conservatori italiani ed europei in questi anni hanno continuato a portare avanti una relazione comune in nome dei valori che uniscono l’Occidente, a cominciare dalla famiglia, dalla nostra identità, dalle comuni radici cristiane. Ecco perché nel 2027 si svolgerà proprio a Roma il Cpac Italia”, che vedrà “l’arrivo di una importante delegazione dagli Stati Uniti”.

Delegazione composta, tra gli altri, da Matt Schlapp, presidente del Cpac, che oggi per la prima volta a Roma ha ribadito la vicinanza tra l’Italia e gli Stati Uniti e dei rispettivi mondi conservatori. A La Voce del  Patriota, Schlapp ha chiarito che “Italia e America condividono un passato molto importante e un futuro di importanza cruciale”. Poi il passaggio su Giorgia Meloni: “Abbiamo grande rispetto per ciò che il primo ministro Meloni sta facendo qui in Italia”. Meloni che condivide valori fondamentali con i conservatori statunitensi: “Siamo qui per fare molti più progressi, per avere molte più vittorie ed essere sicuri che i nostri Paesi siano più forti”, ha concluso Schlapp. Insieme a lui Marcel Kaminstein, consulente vicino all’amministrazione Trump e tra i principali promotori della conferenza in Italia.

Dunque, un evento che guarda inevitabilmente anche all’asse tra Roma e Washington. Proprio la leader di Fratelli d’italia, del resto, è intervenuta più volte alla CPAC negli Stati Uniti, l’ultima volta nel febbraio 2025 attraverso un collegamento video: “Persino nei momenti più duri, il popolo del CPAC non ha mai mollato. Avete combattuto per una nuova vittoria. Avete costruito una rete globale, dando voce a milioni di persone a cui era stata tolta, cosicché i conservatori di tutto il mondo potessero sapere di non esseri soli”, spiegò per l’occasione Meloni. Rivolgendo poi un messaggio ai nemici del mondo occidentale: “Dobbiamo dire chiaramente e con forza, a chi attacca l’Occidente da fuori, e a chi cerca di sabotarlo dall’interno con il virus della cancel culture e dell’ideologia woke, che non ci vergogneremo mai di quello che siamo”.

Ora è il CPAC a fare il percorso inverso e a scegliere Roma. Una scelta che racconta il crescente peso dell’Italia nel dibattito conservatore internazionale e che prepara una manifestazione destinata a portare nella Capitale alcune delle personalità più rilevanti della destra americana, europea e italiana.

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