“Un cittadino egiziano viene rimpatriato il 18 agosto. Poi la Cassazione boccia il provvedimento con cui era stato trattenuto nel CPR e i suoi legali chiedono un visto per farlo tornare in Italia. Sarebbe lo Stato a pagare anche il viaggio di ritorno? Siamo al paradosso. Il rientro, sia chiaro, è stato chiesto dalla difesa: non risulta autorizzato. E la Cassazione si è pronunciata sul trattenimento, non sulla domanda di protezione internazionale. Ma è proprio questo il punto: se un rimpatrio già eseguito può essere rimesso in discussione per un errore nel provvedimento che lo ha preceduto, qualcosa nella procedura non funziona.
I diritti di chi presenta ricorso vanno rispettati. Allo stesso tempo, chi lavora per eseguire un rimpatrio deve poter contare su regole chiare e provvedimenti che reggano al controllo dei giudici. Chiedo che si chiarisca quali effetti abbia questa decisione sull’espulsione e se davvero si stia valutando di far rientrare l’uomo a spese dello Stato. Gli italiani meritano una risposta, non un altro giro del gioco dell’oca”.
Lo dichiara Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia.




























