“L’inchiesta di Ravenna sui falsi certificati medici per liberare i migranti dai Cpr sta assumendo contorni sempre più inquietanti, visto il numero dei medici coinvolti, arrivato a oltre 20 professionisti dislocati in diverse città italiane, tra cui Roma e Milano.
Ricordiamo che i Cpr non sono terribili prigioni, ma centri – peraltro in linea con la normativa Ue – in cui vengono trattenuti, prima di essere espulsi dal territorio nazionale, immigrati irregolari con gravi precedenti penali che rappresentano un pericolo per la sicurezza pubblica. Il killer della giovanissima Aurora Livoli, uccisa lo scorso gennaio a Milano, per fare un esempio, aveva evitato il Cpr proprio grazie a un certificato medico che indicava una presunta patologia delle vie urinarie.
È incredibile che, in nome dell’ideologia immigrazionista di sinistra, alcuni siano pronti ad agire mettendo addirittura a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Mi auguro che la magistratura faccia piena luce su questa vicenda, che al momento appare gravissima”.
Così in una nota il deputato di FdI e responsabile del dipartimento immigrazione di Fratelli d’Italia, Sara Kelany.




























