Industrial Accelerator Act., Polato (FdI): A Verona categorie economiche e imprese del territorio presentano le istanze da portare a Bruxelles per difendere le filiere produttive

Riconoscere ricerca e sviluppo come componenti essenziali del Made in Europe, impedire aggiramenti normativi attraverso l’importazione di beni assemblati, ridisegnare la mappa delle filiere strategiche ed estendere le tutele all’agroalimentare. È il fronte comune aperto ieri sera, a Verona, dalle categorie economiche in vista del 30 settembre, termine ultimo per presentare, a Bruxelles, gli emendamenti all’Industrial Accelerator Act, il provvedimento UE chiave per la competitività industriale.
Il confronto, organizzato dall’europarlamentare di Fratelli d’Italia-Ecr Daniele Polato, ha visto l’intervento d’apertura del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Riuniti allo stesso tavolo Governo, parlamentari UE e rappresentanti d’impresa. Obiettivo: coordinare la strategia italiana a Bruxelles e portare in Europa le richieste del mondo economico italiano e veronese.
Una nuova modalità operativa. Politica e territorio insieme, prima dell’esame in aula dei provvedimenti che disegneranno il futuro industriale. “Siamo qui perché il tempo a nostra disposizione a Bruxelles sta per scadere e l’Industrial Accelerator Act è un’occasione unica per salvare l’industria europea e la sua competitività – ha dichiarato l’europarlamentare Daniele Polato, coordinatore ECR della Commissione europea per il Commercio internazionale -. Senza industria, senza agricoltura non ha senso parlare di autonomia strategica. Questo convegno è la dimostrazione che è possibile creare una piattaforma comune fra politica, Europarlamento e le categorie per raccogliere gli input e tradurre le istanze in emendamenti, per evitare che le norme vadano in una direzione e i desiderata delle categorie in un’altra. Dobbiamo lottare contro la sovracapacità produttiva e le distorsioni derivanti da pratiche non concorrenziali, esigendo condizioni di reale reciprocità sui mercati globali. Particolare attenzione va dedicata all’impatto sulle filiere energy-intensive e sull’automotive europeo. Collegato a questo, sottolineo l’importanza di avere una effettiva neutralità tecnologica. Serve preservare e sostenere la nostra manifattura, sostenendo investimenti, occupazione e filiere strategiche e valorizzando il principio del Made in Europe come strumento di politica industriale. Infine, attenzione alla “trama” legale del testo per evitare che scappatoie normative permettano di aggirarne gli obiettivi”.
Presente anche l’europarlamentare di FdI- Ecr Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione Industria al Parlamento europeo, che ha aggiunto: “le nostre imprese subiscono una concorrenza sleale, in particolare da parte dei prodotti cinesi, e per questo servono misure di protezione a livello europeo. Ridurre i costi che gravano sulle imprese, come indicato nel Rapporto Draghi, è necessario, ma non basta: oggi la nostra manifattura ha bisogno che si protegga ciò che viene prodotto in Europa. Il “Made in Europe” può essere una soluzione, a patto di intenderlo nella sua accezione più rigorosa: va considerato fatto in Europa solo ciò che viene prodotto nei Paesi europei. Può sembrare un’ovvietà, ma il dibattito attuale va proprio in questa direzione, perché c’è chi vorrebbe estendere questa qualifica anche a Paesi non europei, soltanto in virtù di accordi commerciali”.
A presentare proposte e istanze: Marco Apostolo, vicepresidente di Federchimica con delega all’Economia Circolare; Marco Stella, vicepresidente di ANFIA – Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica; e Alex Vantini, delegato Coldiretti Nazionale e vicepresidente di Coldiretti Veneto.
All’incontro, moderato dal giornalista Luca Mantovani, hanno portato i saluti istituzionali: Paolo Arena, presidente della Camera di Commercio di Verona; Giuseppe Riello, presidente di Confindustria Verona; Stefano Vallani, presidente del Consiglio comunale di Verona; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona; Diego Ruzza, assessore regionale del Veneto ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici.

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