La comunicazione che Report non vorrebbe: le scomode voci della destra italiana sui social

A Fenix, coloro che hanno il coraggio di esporsi sui social a destra, attaccano la sinistra autoreferenziale e difendono il valore della libertà di espressione

Nella splendida cornice del laghetto dell’EUR, in occasione di FENIX, la festa di Gioventù Nazionale, si è tenuto un panel dedicato alla comunicazione e alla contronarrazione culturale della destra contro la sinistra. La rotta tracciata è chiara: non bisogna andare a caccia di like sui social, ma è necessario trasformare il pensiero politico in azione concreta. Perché l’obiettivo è smantellare la voluta egemonia mediatica della sinistra. 

A guidare il dibattito è stato Marco Gaetani, promettente militante e conduttore di Radio Atreju, il podcast targato Fratelli d’Italia che vede partecipare i protagonisti della politica a 360 gradi.

I protagonisti della Destra Social

Sul palco si sono avvicendati i protagonisti delle principali realtà di destra indipendenti, che stanno ridefinendo il racconto mediatico sui social e scardinando la disinformazione perpetrata da chi si erge a detentore della “verità”. 

Alberto (non “Andrea”, come riportato dalla “grandissima inchiesta” di Report nei suoi confronti) di Benedetto di SDPC (Siete dei Poveri Comunisti, 272 mila followers su Instagram), ha illustrato la sua linea comunicativa irriverente e provocatoria, capace di legare i meme all’attualità per fare da contraltare alle innumerevoli pagine, principalmente woke, di sinistra, come “aprite il cervello” o “avvocathy”. 

Fabrizio Guacci, in rappresentanza di ESPERIA (180 mila followers su IG), pagina conservatrice, liberale e atlantista, ideata da Gino Zavalani, ha ricordato i recenti scontri mediatici con Sigfrido Ranucci a seguito del caso Lavitola. Guacci ha tenuto a sottolineare come la credibilità di Ranucci sia crollata proprio a causa della sua incapacità di accettare che non detiene la verità assoluta, e che non è possibile innalzarsi al livello di due figure come Falcone e Borsellino. 

Massimiliano Zossolo di Welcome to Favelas (1 milione di followers su IG), ha puntato i riflettori sul racconto crudo e veritiero che proviene dalle periferie e dalle situazioni di degrado urbano.

Fashowopinion (280 mila follower su IG), esperimento social che incalza chi si definisce “di sinistra”, ha fatto uno degli interventi più incisivi, sicuramente il più irriverente, e ha denunciato la “dittatura ideologica” di chi etichetta come “fascista” chiunque sveli le contraddizioni della sinistra e si opponga al loro pensiero unico.

L’intervento del Direttore Ulderico De Laurentiis: militanza e trasparenza 

Il momento culminante del panel ha visto protagonista il nostro Direttore, Ulderico De Laurentiis, che ha tracciato con decisione la rotta che deve guidare l’informazione di noi patrioti. Nel ripercorrere la nascita e la crescita de La Voce del Patriota, testata nata e portata avanti dalla passione dei militanti, il Direttore ha ribadito che la trasparenza e l’etica non sono mai negoziabili. 

Nessun cedimento verso le zone d’ombra né scorciatoie: le fonti vanno sempre verificate rigorosamente e non c’è spazio per ammiccamenti a contesti equivoci o delinquenti conclamati. Il direttore ha suscitato gli applausi della platea di Fenix ricordando le parole di Giorgio Almirante: “Se uno è un ladro deve andare in galera, ma se è uno dei nostri deve avere l’ergastolo”. Un principio d’acciaio che dimostra come l’autorevolezza della destra si costruisca sulla verità, sul rigore e sul rispetto della legalità.

Alla fine del suo intervento, il Direttore ha mostrato con orgoglio la maglia scelta dalla nostra redazione per questa edizione di Fenix, che sul retro recita: “Noi siamo le scarpe piene di fango e le mani pulite”, celebre citazione di Giorgia Meloni al Congresso di Trieste del 2017. Che cosa significa? Significa che ogni giorno noi a destra siamo abituati a rimboccarci le maniche e a lavorare duramente sul campo, senza mai perdere la bussola del coraggio e della trasparenza.

Questo incontro a Fenix ha confermato che la destra italiana possiede oggi un ecosistema informativo maturo, vivace e plurale. Una realtà che dà fastidio al conformismo mainstream della sinistra, proprio perché non ha paura di raccontare i fatti con coraggio, coerenza e responsabilità.

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Michele Intartaglia
Michele Intartaglia
Michele Intartaglia, classe 2004, originario di Procida. Studente di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli.

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