La famiglia al centro: dal Bonus Mamme al sostegno ai lavoratori nel Bilancio 2027

La famiglia continua a essere al centro dell’azione del Governo di Giorgia Meloni. E il rafforzamento del Bonus Mamme è una delle misure che più chiaramente testimoniano la volontà dell’esecutivo di sostenere concretamente le donne che lavorano e scelgono di avere figli, trovando spazio anche nella prossima legge di Bilancio. Già nel 2026, infatti, il contributo era stato di 60 euro al mese, contro i 40 previsti. Una misura rivolta alle lavoratrici madri con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40mila euro. Una misura, dunque, che aiuta chi lavora, che vuole sostenere la maternità e riconoscere il valore della famiglia senza chiedere alle donne di scegliere tra occupazione e figli. E la partita non finisce qui. L’attuale bonus è una misura transitoria, ma si sta lavorando nella prossima legge di Bilancio 2027 per il passaggio alla disciplina strutturale dell’agevolazione. Una scelta che conferma una direzione politica precisa, a sostegno della famiglia e della natalità.

Ma non solo Bonus Mamme. Tra le misure che il Governo Meloni ha scelto di rafforzare c’è anche quella relativa ai fringe benefit, uno strumento importante per aumentare il valore del welfare aziendale e sostenere concretamente i lavoratori. Per il triennio 2025-2027 è stata confermata una soglia di non imponibilità di 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti, che sale a 2.000 euro per quelli con figli a carico. Entro questi limiti, beni e servizi concessi dall’azienda, ma anche alcune somme rimborsate per utenze domestiche, affitto della prima casa o interessi sul mutuo, non concorrono alla formazione del reddito imponibile. Una scelta, anche questa, che va nella direzione di lasciare più risorse nelle tasche dei lavoratori. E mettere una soglia più elevata per chi ha figli a carico va proprio in questa direzione. Anche sul fronte delle tredicesime il Governo Meloni sta studiando nuove misure per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori. Dopo il Bonus Natale introdotto nel 2024, l’ipotesi allo studio è una tassazione più leggera, con una possibile flat tax al 15%. Un intervento che potrebbe costare circa 500 milioni di euro e che punta a lasciare, anche in questo caso, più soldi nelle tasche dei lavoratori proprio nel periodo delle festività.

Dunque, l’attenzione per la famiglia e la natalità è crescente. Ed è particolarmente significativo soprattutto oggi, in un periodo storico in cui il potere d’acquisto è seriamente messo a rischio da una inflazione che l’economia italiana riesce comunque da anni a fronteggiare. È una sfida importante, insomma, ma il Governo Meloni ha scelto di affrontarla partendo da un principio semplice: la maternità non deve essere un ostacolo, né per la realizzazione professionale né per il futuro delle famiglie. Il tutto, per invertire la drammatica tendenza demografica italiana e, più in generale, occidentale. E questa è finalmente la direzione intrapresa. Una direzione che è stata già intrapresa da anni e che il Governo ha intenzione di mantenere nel tempo, con interventi sempre più strutturali.

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