La Repubblica la spara grossa: Meloni impaurita da minacciose forze politiche amichevoli

Stiamo per analizzare un evento decisamente molto comune, stavolta inerente un articolo uscito ieri su “La Repubblica” in merito alla presunta delusione della dopo la “Vittoria a metà” di Marine Le Pen. Nell'articolo in questione, scritto da Tommaso Ciriaco, si parla di come il Premier italiano potrebbe “restare impanato nella Terra di Mezzo” – ripetuto due volte perché all'Editorialista questo format deve piacere tantissimo – a causa di una presunta indecisione sulle Nomine UE e sul difficile rapporti con popolari e identitari.

In sintesi hanno fatto un'analisi senza conoscere approfonditamente il pensiero della Premier, sparando numeri totalmente a casaccio e privi di un reale fondamento che possa veramente provare le difficoltà del Primo ministro italiano nelle sue scelte. Peraltro la stessa Meloni ha dichiarato che, per quanto le riguarda, il suo voto non andrà mai a quelle personalità che non contribuirebbero allo sviluppo dell'Italia, infatti gli interessi nazionali – secondo lei – vengono prima di ogni altra cosa.

Lecito chiedersi da dove vengano poi queste asserzioni che la vedrebbero in difficoltà perché troppo a destra o a sinistra della barricata, amplificando il discorso con le elezioni americane ancora da svolgersi a Novembre. Insomma un guazzabuglio di emozioni positive per il giornale in questione e negative per la destra italiana. Bisogna dargliene atto però, i collaboratori di Rep riescono ad essere talmente ottimisti e propagandistici, lanciandosi in voli pindarici totalmente scriteriati e privi di senso, facendo “i conti della serva” senza avere in mente un chiaro scenario di ciò che veramente accadrà in Europa.

Il bello è che tra l'altro godono tantissimo delle plausibili disgrazie altrui, lo dimostrano i dati che gettano di tanto in tanto ed i ripetuti riferimenti verso il Signore degli Anelli tanto per stereotipare il partito di : ma loro non erano la Redazione a prova di luogo comune? Una dimostrazione che le battaglie si fanno solo quando serve, per sconfiggere il “Mostro” di turno servono tutti gli archibugi del mestiere, ovviamente.

Ancora non si capisce da dove abbiano tirato fuori questa irrazionale paura di , ora come mai fuori luogo, considerando che tra l'altro governano insieme e il Leader del Carroccio sarebbe anche membro del Consiglio dei Ministri. Tipico atteggiamento di chi vuole mischiare le carte per buttare un po' di benzina sul fuoco, tentando di separare le alleanze per creare una collisione forzata che in realtà neanche esiste.

Un'altra domanda riguarda proprio l'interpretazione del pensiero, cioè da dove arriverebbero tutte queste deduzioni? Il Direttore Maurizio Molinari – non quello della famosa Sambuca – o chi per lui deve aver scoperto un marchingegno di ultima generazione per studiare il pensiero del Presidente del Consiglio per comprenderne anticipatamente le mosse, altrimenti gli assunti sono prevalentemente inspiegabili. 

A proposito di Molinari, neanche a dirlo si è affrettato nel pubblicizzare l'articolo, pubblicando il reel sui propri social con tanto di titolone condito da un in cui appare con uno sguardo serissimo, forse devono aver cercato una foto in cui apparisse affranta, senza reperirne nessuna evidentemente. Per citare una celebre frase utilizzata spesso nel ricordo di Bobby Sands “La nostra vendetta sarà il sorriso dei nostri figli”. Proprio quei discendenti che a detta della deputata pentastellata, Susanna Cherchia, dovrebbero pagare per le presunte colpe dei propri predecessori, una gogna fetida che non si augurerebbe al peggiore dei rivali.

Insomma sembra che anche stavolta la Redazione progressista in questione abbia puntato ai “Piccoli Brividi” in stile R.L. Stine, procurando soltanto grasse risate nel volto di chi conosce approfonditamente il panorama politico attuale.

Ciò che però resta veramente eclatante è il concetto inerente le note elezioni francesi, perché secondo l'autore del pezzo sarebbe il tifo di Meloni per il Rassemblement National di Marine Le Pen, la cui lista non avrebbe avuto la maggioranza assoluta al primo turno e di conseguenza lascia intendere una débâcle. Poi però si parla del fatto che tra le due ci sia un rapporto di interesse e che si parlino soltanto il giusto: la zizzania è il fiore preferito di chi non può completamente smontare le relazioni di altri. Bisogna consolarli, ci provano in tutti i modi a punzecchiare il Presidente del Consiglio italiano, chissà di cosa parlerebbero se non esistesse. Non osiamo nemmeno immaginare lo spessore degli argomenti plausibilmente trattati nel caso precedente.

Potremmo discorrere per ore su questo articolo, il quale per altro ha visto albeggiare come possibile sottotitolo una frase di Enrico letta sulla “Forte polarizzazione” di questo paese. Non avrebbero potuto scegliere un esempio migliore, dai famigerati occhi della tigre al risultato imbarazzante come Segretario del Partito Democratico nelle elezioni del 2022.

L'unico motivo per cui il Presidente del Consiglio italiano mantiene contatti con partiti politici e Premier dalle idee affini, riguarda semplicemente i piani europei per mettere al centro gli interessi dei popoli ed  uno sviluppo che possa essere lontano dagli interessi di un singolo esclusivo. Non sembra molto difficile da capire, ma a quanto pare lo è.

Chi scrive in questo momento, non vede l'ora che escano articoli di questo genere, perché? Ve lo spiego subito: c'è una quantità di materiale satirico veramente immensa, leggendo man mano frammenti di questo genere aumentano i caratteri nel foglio predefinito per la pubblicazione. Una vera delizia per chi conosce i metodi della decostruzione e le sue sistematiche falle di progettazione.

Gabriele Caramelli
Gabriele Caramelli
Studente universitario di scienze storiche, interessato alla politica già dall’adolescenza. Precedentemente, ha collaborato con alcuni Think Tank italiani online. Fermamente convinto che “La bellezza salverà il mondo”.

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