La stampa estera elogia Meloni: “Ha fatto la storia con il suo record”

La stabilità del governo viene riconosciuta da tutto il mondo: “Meloni è schietta e pragmatica”

La stabilità è la più importante riforma realizzata per Nazione da questo Governo. Parola di Giorgia Meloni, dal palco di Bari, dove ha salutato l’ennesimo record di longevità stabilito da un esecutivo di centrodestra. Una stabilità che ha sorpreso non solo chi ha dato troppo peso a certi uccelli del malaugurio, che profetizzavano su una prossima caduta del Governo che non c’è mai stata. La stabilità ha sorpreso soprattutto chi era abituato a cambi continui di premier e di partiti che formavano l’esecutivo. Il Governo Meloni, insomma, è la bellissima anomalia di un sistema partitocratico che speriamo abbia subito una buona batosta. Se n’è accorta, del resto, anche la stampa internazionale, persino quella solitamente critica con il mondo conservatore.

A partire, alcuni giorni fa, è stato The Washington Post: “Meloni, schietta e pragmatica, è riuscito a scongiurare le crisi e le defezioni che hanno rovesciato i governi precedenti”. Il pezzo ha ripercorso i primi momenti dell’esecutivo di Giorgia Meloni, che è riuscita subito a smentire le voci sul suo conto: “Quando Meloni si insediò nell’ottobre del 2022, era la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in Italia. Il suo governo fu anche il primo guidato da un partito con radici neofasciste, e gli alleati europei e i mercati finanziari guardavano a Meloni con apprensione. Ma Meloni ha governato in gran parte in modo pragmatico. Ha mantenuto un sostegno costante all’Ucraina dopo l’invasione su vasta scala da parte della Russia, ha lavorato all’interno delle istituzioni europee e ha adottato una rigorosa disciplina fiscale. Il suo rapporto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump  è diventato uno dei suoi punti di forza più importanti in politica estera”. Poi il paragone con altri Stati: “Mentre l’instabilità politica ha ridisegnato i governi in altri Paesi europei, tra cui Regno Unito e Francia, Meloni ha mantenuto la stessa coalizione sin dal suo insediamento, una rarità nella politica italiana moderna e un pilastro fondamentale della sua campagna per la rielezione”.

Anche su AlJazeera si legge della ritrovata stabilità dell’Italia: “Nota per la sua instabilità politica, l’Italia ha visto succedersi 68 governi in otto decenni. Mentre il compianto Silvio Berlusconi detiene ancora il primato di premier più longevo, avendo ricoperto la carica per un periodo più lungo, distribuiti su quattro mandati, il governo guidato dal partito di estrema destra Fratelli d’Italia ha ora superato il suo record di 1.412 giorni consecutivi al potere”. Per il Wall Street Journal Meloni è stata il “connubio tra combattività e pragmatismo”: a pesare è stato anche lo scontro con Trump a “mettere in luce quello che si è rivelato uno stile politico sorprendentemente efficace”. Per The Indipendent, “l’era Meloni è stata caratterizzata da conservatorismo fiscale e da una politica migratoria intransigente”. Riconosce i pregi anche Le Figaro: “Giorgia Meloni, ancora popolare dopo quattro anni alla guida dell’Italia, ha ristabilito la stabilità politica”. “Nessuno aveva previsto una tale longevità. È un’impresa, dobbiamo ammetterlo”, dicono poi alcuni esperti a Le Parisien. Per El Mundo, “Meloni fa la storia in Italia”. Dalla Germania, il Die Welt riconosce: “Mentre Francia e Gran Bretagna sprofondano da una crisi di governo all’altra, Giorgia Meloni sta stabilendo oggi un nuovo record per la durata del suo mandato”.

Da tutto il mondo, insomma, si sono accorti dell’anomalia Meloni. Quell’anomalia che ha portato l’Italia a essere di nuovo grande.

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