Lavoro, Mancini (FdI): numeri smentiscono la sinistra, occupazione stabile è garanzia tenuta previdenziale

“I dati statistici sul lavoro parlano chiaro e archiviano definitivamente il mito del ‘modello Spagna, che per anni la sinistra ci ha indicato come esempio da imitare. Nel 2026 il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 5,1%, contro il 9,9% registrato in Spagna nel secondo trimestre. Ma il dato più significativo riguarda la qualità dell’occupazione: dall’inizio del governo Meloni sono stati creati oltre 1,3 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato, mentre i contratti a termine sono calati di 534 mila unità. È la prova concreta che la crescita dell’occupazione va di pari passo con la riduzione della precarietà”.

Così la senatrice Paola Mancini, di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Lavoro, Sanità e Previdenza sociale del Senato.

“Come componente della Commissione che si occupa anche di previdenza, aggiungo un elemento che troppo spesso viene trascurato nel dibattito: il lavoro stabile è certamente una questione di dignità e sicurezza per chi lavora, oltre a ciò rappresenta anche la vera garanzia di sostenibilità del nostro sistema previdenziale. Ogni contratto a tempo indeterminato significa contribuzione piena e continuativa, mentre la precarietà mascherata da modelli come i fijos discontinuos spagnoli, che nel 2025 hanno rappresentato quasi il 14% dei contratti, produce carriere contributive frammentate e pensioni più fragili. Il governo Meloni ha imboccato la strada opposta, quella del lavoro stabile e di qualità. L’Italia non ha bisogno di lezioni dall’estero, ma di proseguire con determinazione sul percorso avviato: più occupazione, più stabilità e un sistema previdenziale più solido per le generazioni presenti e future”, conclude la senatrice Paola Mancini.

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