La domanda che sorge spontanea a ogni pronunciamento di Luigi Di Maio – che per altro non ne fa pochi – è: gli italiani che votano il MoVimento 5stelle sono tutti stupidi?

Speriamo non ce ne vogliate per la franchezza forse un po’ brutale con cui abbiamo espresso il dubbio che ormai da un po’ ci affligge e a cui non riusciamo a dare una risposta. Certo, è evidente che non tutti gli italiani vivano di pane e politica. Che non tutti si interessino della cosa comune con la stessa attenzione e la stessa affezione che hanno per essa gli addetti ai lavori, ma per quanto si possa essere distanti, menefreghisti, poco informati ecc. ecc. non è possibile che arrivati a questo punto ci sia ancora qualcuno che crede alle corbellerie del Gigino nazionale e dei suoi accoliti.

Naturalmente comprendiamo tutti quelli che con il Movimento 5stelle ci hanno, come si dice a Roma, “svoltato”, per intendere che ci hanno risolto tanti problemi che magari li assillavano. Pensiamo ad esempio a tutti i beneficati dalla piattaforma Rousseau, tutti quei signor nessuno che da un giorno all’altro si sono ritrovati sulle copertine dei giornali o all’apertura dei telegiornali, a dire la loro come se davvero sapessero di cosa si stesse parlando. Da disoccupato nemmeno organizzato a deputato o senatore della Repubblica è stato un bel passo avanti, e perciò che chi si trovi in questa situazione sia entusiasta del MoVimento, beh, lo comprendiamo. Quelli che ci sfuggono sono gli italiani che senza avere nulla in cambio – e con questo non intendiamo mazzette, raccomandazioni o roba simile, ma solo veri miglioramenti nella gestione della cosa pubblica, un’organizzazione statale efficiente, una gestione delle risorse uniforme e senza sprechi – si ostinino a votare dei cialtroni impreparati che spesso hanno difficoltà a costruire una frase di senso compiuto ma che comunque continuano a blaterare senza posa, sempre con l’atteggiamento e il tono di chi tutto ha compreso prima e meglio di tutti gli altri. Che vedono sempre la pagliuzza negli occhi degli altri, mai il trave nei propri.

Capofila di questa armata Brancaleone, come detto, Gigino Di Maio. Faceva lo steweart allo stadio, e fino a qui nulla di male, ma non per pagarsi magari gli studi universitari, più semplicemente perché non aveva niente di meglio daffare. In una manciata di anni, si ritrova vicepremier e una delle due persone che ha maggior peso politico in questa Nazione. Come è potuto accadere, Blog delle stelle o meno, appoggi trasversali o meno, fan di Beppe Grillo o meno, furbizia e preparazione del Casaleggio o meno, come è potuto accadere dicevamo che uno così abbia tra le mani le sorti del Paese? Per carità, sarà anche un bravo ragazzo, ma l’Italia ne è piena e non per questo regaliamo loro la possibilità di finire di massacrare la Nazione.

Eppure è così. E lui, il Gigino, nella peggior tradizione italica, tronfio e impomatato, col colletto della camicia strizzato e lo sguardo furbetto, si concede ai microfoni dei giornalisti per tuonare scemenze a tutti i livelli, che si parli di terrorismo o di Terra dei fuochi, poco cambia. Perfino ora, che in previsione delle prossime elezioni europee il suo scopo è solo quello di togliere voti all’alleato di governo, e principalmente a Salvini che gli fa parecchio ombra, Gigino non si sottrae alle scemenze. Sia chiaro, di questi tempi ci viene naturale contestare anche noi parecchie decisioni prese da Salvini, in pratica tutte quelle che lo hanno portato ad appoggiare la suicida politica economica dei grillini, a fronte del palcoscenico sui migranti che loro gli hanno permesso di calcare prima di capire quanto avrebbe reso, ma a tutto c’è un limite. Attaccare ora Salvini sostenendo che ha fatto in Europa alleanza coi neonazisti, gente che in teoria negherebbe la shoah, e che sarebbe pronta a riaprire i campi, sembra una mastodontica corbelleria anche a chi Salvini proprio non lo ama. E poi, Gigino e Matteo non sono alleati nel governo del Paese? E se Salvini è impresentabile per le sue alleanze europee, per una sorta di proprietà transitiva, dovrebbe essere ancor più impresentabili per i “fini” democratici come sono Gigino, i suoi compagnucci e perfino quel Davide Casaleggio che, colpito con una multa per la sua piattaforma che tutto risulta meno che impenetrabile, è riuscito a fare pubblicamente appello al governo affinché rimuovesse il suddetto garante. Roba che se una cosa del genere l’avesse fatta Berlusca, l’avviso di garanzia gli sarebbe arrivato in tempo reale.

Così non meraviglia se alla terza edizione del Sun, l’incontro organizzato dalla Casaleggio per ricordare Gianroberto, non c’è la solita folla vista gli anni scorsi. Che i grillini stiano perdendo appeal ci sembra il minimo, lo sconcerto nasce da quel circa 20% di italiani che si dice pronto a votarli ancora.
Quanto durerà questa malia prima che gli italiani si risveglino?