La nuova legge elettorale ha superato anche l’ultima prova parlamentare. Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, la Camera ha approvato definitivamente la riforma voluta dal centrodestra, confermando la tenuta della maggioranza anche nello scrutinio segreto. Una vittoria politica che Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, rivendica con parole nette.
«Oggi ha vinto il centrodestra, oggi ha perso la melassa del campo larghissimo», scrive sui social la dirigente di FdI, salutando l’approvazione di una riforma che, nella sua lettura, chiude la stagione dei governi nati dagli accordi di palazzo e restituisce agli elettori maggiore potere di scelta.
Il cambiamento riguarda diversi aspetti del sistema elettorale. Tornano le preferenze, assenti dalle elezioni politiche da oltre trent’anni, sebbene con un meccanismo misto che mantiene i capilista bloccati. Gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze sui candidati della lista, rispettando l’alternanza di genere.
La riforma introduce inoltre l’obbligo per liste e coalizioni di presentare prima del voto il programma e il nome del candidato che intendono proporre per la presidenza del Consiglio. Resta ferma la prerogativa costituzionale del presidente della Repubblica di nominare il capo del Governo.
Sul fronte della governabilità, la nuova legge prevede un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione più votata, a condizione che raggiunga almeno il 42 per cento dei consensi in entrambi i rami del Parlamento. In assenza di tale risultato, la distribuzione dei seggi avverrà con il sistema proporzionale.
Anche Giorgia Meloni ha salutato l’approvazione della riforma, sottolineando il ritorno delle preferenze e la compattezza dimostrata dalla coalizione di governo. Le opposizioni hanno invece contestato duramente la legge, arrivando a esporre in Aula cartelli che la definiscono una «legge truffa».
La dichiarazione di Arianna Meloni porta però il confronto sul terreno più propriamente politico. La nuova legge chiede agli schieramenti di dichiarare in anticipo con chi intendono governare, sulla base di quale programma e indicando il nome che proporranno per Palazzo Chigi. Il sistema non esclude la possibilità di accordi parlamentari successivi al voto, ma rende più chiara agli elettori la proposta politica delle coalizioni.
È proprio su questo principio che il centrodestra rivendica il successo della riforma e lancia la sfida alle opposizioni: presentarsi agli italiani con un’alleanza riconoscibile, un programma condiviso e una proposta di governo. Saranno poi i cittadini, nelle urne, a decidere a chi affidare la guida della Nazione.



























