Legge elettorale, superato il secondo passaggio. Ora attesa per la terza lettura 

La legge elettorale supera il secondo passaggio parlamentare con l’approvazione al Senato e torna alla Camera per il via libero definitivo. Un iter non scevro da polemiche e blitz non riusciti da parte delle opposizioni, ma che ha confermato la compattezza della maggioranza. 

Ad emergere è stato, principalmente, l’emendamento unitario a firma di tutti i partiti di maggioranza sulle preferenze e i capolista bloccati. Un traguardo accolto con entusiasmo dai banchi di Fratelli d’Italia in cui sono apparsi cartelli con su scritto : “con noi le preferenze con loro zero”. 

La stessa premier Giorgia Meloni ha rivendicato il risultato: “Le preferenze mancavano dal 1993, cioé da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di FdI. Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa”. 

Per le opposizioni invece, quello delle preferenze è un tema che ha suscitato forti polemiche, perché da una parte la  presenza dei capilista bloccati consentirà alle segreterie di partito di decidere a tavolino gran parte degli eletti, ma dall’altra le preferenze penalizzeranno la rappresentanza femminile. Quindi, per ricapitolare: non va bene che i partiti decidano una parte dei candidati, però non va bene  nemmeno introdurre le preferenze ( perché le donne non sono in grado di prenderle).  Una lettura che sottintende, nella sua formulazione, un pregiudizio nei confronti della capacità delle donne di sinistra di ottenere consenso dagli elettori, le quali, invece di offendersi condividono la polemica. 

Quali sono gli altri punti importanti della nuova legge elettorale

Anche l’indicazione della coalizione di Governo e del Presidente non sono stati esenti da critiche.  “Ci piacerebbe sapere cosa vi dia fastidio nel fatto che le forze politiche, prima delle elezioni, dicano agli italiani chi vorrebbero come Presidente del Consiglio. Un motivo ci sarà e un giorno ce lo direte”, ha dichiarato il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Andrea De Priamo, intervenendo nell’ambito delle dichiarazioni di voto in Aula. “E’ vero – ha aggiunto – in Italia abbiamo cambiato troppe leggi elettorali e proprio per questo la legge che proponiamo, non perfetta, ha l’ambizione di essere una legge per i prossimi lustri e non certamente per questa o quella maggioranza. E’ vero che le regole andrebbero scritte insieme, ma ogni volta che è stato chiesto un tavolo preventivo di confronto avete sempre risposto che ci aspettavate in Aula, per fare ostruzionismo  legittimo.  Ma no alle fake news”, e prosegue: “Questa legge mette nelle condizioni tutti di poter competere e da’ agli italiani un vincitore e un’opposizione.  La partita e’ aperta e ognuno se la gioca come vuole, ma la conquista del ritorno delle preferenze  tornano grazie a Meloni”, e ha concluso: “Auspico che i colleghi della Camera possano confermare questa scelta”.

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