L’Italia non ha votato il piano di solidarietà vaccinale, apriti cielo! Un voto non vincolante che si è tenuto alle Nazioni Unite e che aveva una valenza meramente simbolica.
Questo, però, è bastato per scatenare le ire della sinistra italiana, sebbene l’Italia si sia limitata ad astenersi.
“Alle Nazioni Unite un’altra volta l’Italia si accoda agli USA e non vota la dichiarazione sulle pandemie”, tuona l’ex parlamentare Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità nella segreteria nazionale del Pd.
“Il Governo Meloni continua, per becere ragioni elettorali, ad occhieggiare alle correnti antiscientifiche, dimenticando i tanti sacrifici e le tante vite spezzate durante la pandemia. Una vergogna!”, aggiunge Sereni secondo cui “il sovranismo, con il rifiuto di cooperare e la mancanza di regole trasparenti e condivise, porta non solo guerre ma anche rischi gravissimi per la salute collettiva”.
Le critiche arrivano anche dal M5S con la senatrice Mariolina Castellone che si chiede: “Cosa c’è di così indigesto nella cooperazione internazionale quando si parla di salvare vite?”.
E poi aggiunge: “Con il Covid abbiamo imparato che mesi di ritardo nella condivisione delle informazioni e nell’accesso a vaccini e cure possono tradursi in vite, sofferenze e costi enormi. Eppure il Governo ha scelto di sfilarsi da un impegno politico che può fare la differenza. Spieghi questa scelta di sovranismo sanitario che non ha alcun senso”.
Anche secondo la deputata Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali alla Camera, “l’astensione dell’Italia pesa come una bocciatura” ed “è uno schiaffo alla salute pubblica, alla ricerca scientifica e alla memoria delle migliaia di vittime del Covid 19”.
La deputata dem, poi, rincara la dose: “Il Governo italiano, invece di rafforzare la cooperazione internazionale sulla prevenzione delle future pandemie, strizza l’occhio alle posizioni no vax e alle narrazioni complottiste, riconducendoci nell’abbraccio deleterio a Trump”.
“L’astensione del Governo sulla dichiarazione Onu in tema di pandemie difende gli interessi dell’Italia e degli Italiani”, dice Lucio Malan, capogruppo di FdI in Senato e componente della commissione Covid.
“Quella dichiarazione segue la linea tracciata dal cosiddetto patto pandemico del 2025 al quale l’Italia, molto opportunamente, non ha aderito, in quanto prevede una fortissima ingerenza dell’OMS nei singoli Stati, accentra ancor più nelle mani del suo direttore generale il potere su una serie di materie importantissime come l’approvvigionamento dei farmaci e dei prodotti sanitari, la dichiarazione di pandemia o di cessato allarme, con tutte le conseguenze internazionali”, spiega ancora Malan.
Secondo il capogruppo di FdI, “l’adesione al patto pandemico avrebbe comportato un enorme aumento dei contributi dei singoli Stati all’OMS, la cui amministrazione è tutt’altro che rigorosa (spende molto più in viaggi e trasferte che in medicinali), oltre ad obbligare a sostenere con finanziamenti, personale e materiali, all’adeguamento dei sistemi sanitari dei paesi meno sviluppati, la rinuncia ai diritti di proprietà intellettuale e industriale sui farmaci, sulla base delle decisioni vincolanti del direttore generale dell’OMS”.
Malan non ha dubbi: “La dichiarazione sulla quale l’Italia si è giustamente astenuta in questi giorni va nella stessa direzione”.
E ancora: “A quanto pare, gli esponenti della sinistra che oggi protestano, ritengono che i contribuenti italiani debbano finanziare la sanità di altri Stati sulla base delle decisioni del direttore generale dell’OMS voluto dalla Cina”.
Il capogruppo dei senatori FdI, infine, conclude: “Noi pensiamo invece che l’Italia non debba sottrarsi al principio di solidarietà internazionale per combattere pandemie ed altri problemi medici globali, ma nei limiti delle regole che sono stati accettati nel 2005 e che non si sente davvero il bisogno di cambiare”.
Ma non solo. Tutte argomentazioni lecite dal punto di vista di chi fa opposizione. Il problema è che l’assunto di base è completamente sbagliato: l’Italia non ha votato come gli Usa di Trump, ma anche come l’Ue.
Ebbene sì, perché anche l’Unione Europea e Italia di Macron e Sanchez si è astenuta proprio come gli Stati Uniti.
La domanda, dunque, sorge spontanea: perché i “turbo-europeisti” del Pd si lamentano? Perché porre l’accento solo sugli Usa di Trump? Per mero opportunismo politico?
Molto probabilmente, se l’Italia avesse votato in maniera diversa, il centrosinistra italiano avrebbe criticato ugualmente il governo italiano perché si sarebbe isolato in Europa. Ora che, invece, l’Italia ha votato allo stesso modo dell’Ue, non va bene lo stesso.




























