“Oggi ricordiamo Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. A 36 anni da quel barbaro assassinio, il suo esempio ci impone una riflessione che non può fermarsi alle commemorazioni.
La lotta alle mafie si fa con istituzioni forti, trasparenti e presenti. Si fa contrastando le infiltrazioni criminali negli appalti, nell’economia e nella pubblica amministrazione. Si fa difendendo chi denuncia, sostenendo chi ogni giorno garantisce sicurezza e giustizia e pretendendo dalla politica comportamenti limpidi e responsabilità.
Ricordare Livatino significa anche dire con chiarezza che non esistono scorciatoie quando sono in gioco legalità e interesse pubblico.
La politica ha il dovere di scegliere da che parte stare dalla parte delle istituzioni, della trasparenza e dei cittadini onesti, e questo governo con le scelte politiche e gli arresti eccellenti in questo 4 anni lo sta facendo con i fatti.
Il modo migliore per onorare Rosario Livatino non è soltanto ricordarne il sacrificio, ma tradurre il suo esempio in scelte concrete. Ogni giorno”.
Così, in una nota, il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, capogruppo in commissione Giustizia.




























